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POLEMICHE SUL MAGGIO RODIGINO

"Caso Zoppellaro", la Fondazione per lo sviluppo del Polesine chiarisce le responsabilità

L'ente organizzatore della kermesse interviene sul caso dell'artista che ha dato forfait

"Caso Zoppellaro", la Fondazione per lo sviluppo del Polesine chiarisce le responsabilità
ROVIGO – E alla fine arriva la replica della Fondazione per lo sviluppo del Polesine. A 48 ore di distanza dal forfait al Maggio rodigino del fotografo Mattia Zoppellaro, è l'ente responsabile dell'intera organizzazione della kermesse “contenitore” degli eventi culturali del prossimo mese in città a rispondere all'artista la cui mostra “Appleby” è saltata a causa dello spazio in cui era stato relegato, a detta dello stesso Zoppellaro, poco consono ad ospitare la sua esposizione. Lo spazio era infatti una stanza di Palazzo Roverella, l'immobile di proprietà comunale ma gestito, secondo una convenzione trentennale, dalla Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo. E se Comune e Fondazione hanno chiarito le proprie posizioni in merito al “caso Zoppellaro” subito ieri, 16 aprile, (il Comune chiarendo di non avere alcuna responsabilità in merito, anzi, facendo sapere, attraverso l'assessore Alessandra Sguotti, di essersi già attivato per trovare una soluzione, e la Fondazione Cariparo affermando che la disponibilità di Palazzo Roverella è limitata negli spazi per via di altre iniziative già in corso) ora anche l'organizzazione del Maggio fa sentire la propria voce. “In relazione alle notizie di stampa e ai commenti usciti sui social riferibili alla mancata possibilità di effettuare la mostra del fotografo Mattia Zoppellaro – si legge in una nota - la Fondazione per lo sviluppo del Polesine, promotrice del Maggio Rodigino ove sono programmati i festival di Rovigoracconta, Contaminazioni, Biblico e Comics, precisa che nessuna garanzia preliminare è stata data relativamente alla possibilità di collocare negli spazi nella disponibilità della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo la mostra in questione, né altri avevano titolo a farlo, salvo quest’ultima”. Dunque la Fondazione per lo sviluppo del Polesine solleva da ogni responsabilità la Fondazione Cariparo: “La scrivente Fondazione per lo sviluppo del Polesine si è adoperata per effettuare le preliminari verifiche trovando nella Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo attenzione e disponibilità, effettuando ogni possibile analisi di fattibilità. Su questo punto, si è dovuto riscontrare la obiettiva impossibilità, verificata dallo stesso Zoppellaro, di collocare la mostra al Palazzo Roverella, stanti i lavori di restauro nella saletta già adibita a bookshop e la contemporanea presenza della mostra 'Cinema!'; analoga situazione si riscontrava a Palazzo Roncale per la mostra 'Egitto ritrovato' e per l’assenza di autorizzazioni ad ospitare eventi espositivi negli spazi già occupati dalla libreria Pavanello”. Il comunicato, quindi, prosegue: “Alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, come è notorio e verificabile nella qualità e complessità degli interventi che continua a sostenere nel campo della cultura, e non solo, va riconosciuta la gratitudine di quanti effettivamente concorrono alla promozione della cultura nel nostro territorio. Da ultimo, al fotografo Zoppellaro è stata espressa la disponibilità a trovare altre, pur se meno prestigiose, ma non meno significative sedi espositive, per consentire a tutti di apprezzare il suo contributo artistico, senza peraltro essere accettate”. A questo punto, una domanda sorge spontanea: se, come è chiaro, la Fondazione Cariparo con gli spazi del Roverella non poteva fare altrimenti, di chi è la responsabilità della perdita per Rovigo ed i rodigini tutti di un artista del calibro di Zoppellaro al quale la città non è stata in grado di trovare una location adeguata per esporre i suoi lavori apprezzati in tutto il mondo?
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