29/01/2022

SINDACATO ROVIGO

"Infermiera aggredita, pazienti nei corridoi, pronto soccorso al collasso"

"Infermiera aggredita, pazienti nei corridoi, pronto soccorso al collasso"

30/03/2018 - 06:53

ROVIGO - "Anche mercoledì 28 marzo una infermiera del Pronto soccorso di Rovigo è stata offesa e minacciata di morte oltre che accusata di non essere abbastanza disponibile e attenta ai bisogni del proprio caro. Questo parente, italiano, è arrivato persino, con fare molto aggressivo a mettere le mani addosso alla stessa infermiera. È ora di dire basta, noi vogliamo e dobbiamo informare la Regione, la Direzione Generale e la cittadinanza tutta che quella infermiera aveva in gestione oltre il doppio dei posti letto disponibili presso il Pronto soccorso". E' una denuncia durissima, quella che arriva da Riccardo Mantovan, sindacalista di Fp Cgil, che si occupa dei lavoratori della Funzione pubblica, tra i quali, appunto, gli ospedalieri. "Nonostante tutto - prosegue - grazie alla enorme professionalità ed umanità di questo personale si è evitato ancora una volta che a quei degenti potesse subentrare una complicazione difficile da prevedere o prevenire in quelle condizioni di lavoro. Informiamo tutti che nel giro di pochissimo tempo nel nostro territorio siamo arrivati a tre aggressioni fisiche e verbali. Prima un autista soccorritore del Suem 118, poi la Coordinatrice del pronto soccorso dell’ospedale di Trecenta e ora l'infermiera del Pronto soccorso dell’ospedale di Rovigo". Ad esacerbare gli animi, secondo la ricostruzione del sindacalista, una situazione di sovraffollamento ai limiti dell'ingestibile. "Presidio ospedaliero di Rovigo preso d’assalto e situazione fuori controllo con i reparti di area medica che in questi giorni si ritrovano stracolmi di ricoveri. Esauriti tutti i posti letto compresi quelli adattati nei corridoi. Conseguentemente alla mancanza di disponibilità di posti letto il Pronto soccorso di Rovigo ha avuto un black-out che ha superato ogni limite di criticità vissuta precedentemente determinando una situazione di emergenza sanitaria! Ormai queste notizie, essendo all’ordine del giorno in tutto il territorio, purtroppo, non fanno più il giusto effetto agli occhi e alle orecchie dell’opinione pubblica". "Pertanto, succede normalmente che il cittadino-utente-paziente giustifichi la criticità con il classico mal comune è mezzo gaudio. Se poi si evidenzia l’analogia operatore sanitario-dipendente pubblico si semplifica il tutto con il termine fannullone e il conseguente automatismo dell’attribuzione del problema/criticità/emergenza a carico degli stessi tormentati operatori. Questa realtà non può essere figlia di una società che si ritiene moderna e culturalmente elevata. Per questo noi vogliamo che il cittadino prenda reale coscienza della situazione e comprenda che il vero problema sta in una politica regionale e territoriale completamente avulsa da quelli che sono i reali bisogni presenti nei reparti ospedalieri e nei servizi del nostro territorio. Regione molto più attenta in una attività politica di chiara apparenza incentrata nel nascondere bene i problemi legati alla gravissima carenza di personale". "Attenti, molto attenti, al bilancio economico si prodigano efficientemente compensando le uscite alle voci varie ed eventuali tagliando in maniera drastica i costi alla voce acquisto di personale arrivando perfino a tagliare i fondi incentivanti dei lavoratori dei nostri ospedali per finanziare in maniera molto cospicua il salario accessorio dei dipendenti della neonata Azienda Zero, infischiandosene chiaramente delle regole giuridiche e contrattuali. Non c’è più rispetto per le norme figuriamoci se può esserci interesse per la tutela dei diritti piuttosto che della dignità delle persone. Intanto gli operatori sanitari stanno collassando. Infermieri ed Oss oltre a non poter più godere del diritto di avere una vita al di fuori dei propri luoghi di lavoro devono subire vessazioni e maltrattamenti da parte, anche, degli stessi utenti-pazienti-parenti! "È ora di dire veramente basta. Pari dignità per tutti. Operatori e pazienti sono prima di tutto cittadini di quella che dovrebbe essere una società avanzata e culturalmente sviluppata. Alla Regione diciamo che pubblico è molto meglio che privato (chi ha orecchie da intendere intenda). Ai cittadini proviamo a dire che il dipendente pubblico, qualunque sia il suo profilo, non può essere altro che una immensa risorsa e non un sacco da pugile da utilizzare per scaricare le proprie angosce".  

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


Notizie più lette