18/01/2022

CONTROLLI ARQUA' POLESINE

Dormivano a fianco delle macchine da lavoro: mega multa

22/03/2018 - 21:54

ARQUA' POLESINE - Clandestini, minorenni, lavoratori alloggiati in strutture abusive di cartongesso, norme igienico sanitarie inesistenti. Queste le contestazioni formulate dal personale ispettivo che hanno portato a sospendere l'attività di un laboratorio cinese della zona di Arquà Polesine, sanzionato per 14mila euro. Nella notte tra il 21 ed il 22 marzo 2018 gli Ispettori del Lavoro, secondo questa ricostruzione dei fatti, insieme ai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro in servizio presso la sede di Rovigo, a conclusione di una attività investigativa finalizzata al contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento lavorativo nonché al rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, hanno effettuato un controllo presso un laboratorio di produzione e lavorazione di prodotti di pelletteria situato nel comune di Arquà Polesine, gestito da un imprenditore di nazionalità cinese. L'attività avrebbe consentito l’individuazione di 14 lavoratori stranieri, di etnia cinese, impegnati nella lavorazione di prodotti in pelle di un notissimo marchio del settore; cinque dei lavoratori impiegati, secondo le contestazioni degli ispettori, sono risultati “in nero”, ossia privi di qualsiasi copertura previdenziale e assicurativa; di questi due sono risultati clandestini (un uomo ed una donna) e due minorenni. La verifica ha portato a riscontrare anche gravissime condizioni igieniche e sanitarie, alloggi per i lavoratori realizzati abusivamente mediante strutture in cartongesso e “arredate” con giacigli di fortuna. Il laboratorio, inoltre, è risultato privo della dotazione obbligatoria di estintori antincendio nonostante in esso fossero presenti ed utilizzati prodotti a forte rischio di infiammabilità. Nel laboratorio venivano - sempre secondo le contestazioni - utilizzati prodotti fortemente irritanti per l’apparato respiratorio e per la cute ma, nonostante la tipologia dei prodotti utilizzati, nessun lavoratore era dotato di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, ecc). L’Ispettorato del Lavoro ha disposto l’immediata sospensione dell’attività lavorativa ordinando la regolarizzazione dei lavoratori “in nero” e la messa a norma delle irregolarità riscontrate. Al momento sono state quantificate sanzioni amministrative pari ad euro 14mila oltre alla contestazione in capo al gestore del laboratorio, del reato di occupazione di stranieri non comunitari privi di permesso di soggiorno. L’Ufficio ha inoltre provveduto a segnalare la gravità della situazione riscontrata, per gli ulteriori accertamenti di stretta competenza, alla Ulss 5 Polesana di Rovigo, al Comando Vigili del Fuoco e, per le violazioni in materia urbanistica, al Comune di Arquà Polesine.

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