18/01/2022

CARABINIERI ROVIGO

Forestali, grande lavoro nel 2017: ecco il bilancio

Forestali, grande lavoro nel 2017: ecco il bilancio

29/01/2018 - 15:43

ROVIGO - Nell’anno appena trascorso, il 2017, iniziato con l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri – specialità Forestale, rilevanti e di successo sono stati gli impegni del personale delle stazioni, del Nucleo investigativo e del gruppo che ha operato sul territorio provinciale. Complessivamente il bilancio dell’attività operativa, condotta dal Gruppo carabinieri forestale di Rovigo e diretta dal maggiore Fabrizio Carta, ha fatto registrare importanti risultati sia sul fronte del controllo del territorio che nell’attività investigativa come nel caso dell'operazione Nemesi legata al traffico dei rifiuti. “Dopo circa 14 mesi dall’incarico affidatomi (nel novembre 2016, ndr) – commenta il maggiore Carta -, nel lasciare il posto al caro collega capitano Alessandro De Vido che, a decorrere da martedì 30 gennaio mi sostituirà al comando del Gruppo carabinieri forestale di Rovigo, voglio salutare e ringraziare tutto il personale che è stato impegnato negli estenuanti servizi di vigilanza, nella quotidiana attività di prevenzione degli illeciti e nelle complesse indagini di polizia giudiziaria di recente salite alla ribalta delle cronache locali. Lavorare a Rovigo mi ha arricchito sia sotto il profilo professionale che umano; non poteva essere altrimenti visto l’alto senso del dovere, l’attaccamento al lavoro e la spiccata professionalità dei colleghi e delle istituzioni locali con le quali c’è sempre stata la massima collaborazione”. Il bilancio dell’attività operativa del 2017 è sicuramente positivo: circa 2mila i controlli effettuati con 1.100 persone controllate e la contestazione di quasi 150 illeciti amministrativi per un importo complessivo ben superiore a 100mila euro. Numerose le comunicazioni di notizia di reato all’Autorità giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 65 persone, 77 sequestri penali, 32 perquisizioni e 6 arresti di cui 2 in carcere e 4 ai domiciliari con applicazione del “braccialetto elettronico”. Tantissime le problematiche affrontate in materia ambientale: dall’utilizzazione delle risorse idriche alla polizia idraulica, all’inquinamento dei corsi d’acqua ed alle emissioni in atmosfera, dalla gestione dei rifiuti alla commercializzazione degli “shoppers” di plastica, dalla polizia veterinaria al benessere animale, all’attività venatoria, alla pesca di frodo, effettuando anche controlli inerenti la Cites (acronimo col quale è conosciuta la Convenzione di Washington, che tutela le specie di fauna e flora minacciate di estinzione attraverso il controllo del loro commercio internazionale), dalla “Direttiva Nitrati” agli ogm, dalla gestione dei fitofarmaci al settore agroalimentare e alla tutela della salute con controlli nei sottosettori della tracciabilità dei prodotti convenzionali/biologici, fitosanitari e fertilizzanti e apicoltura, tenendo inoltre nella dovuta considerazione anche le migliorie fondiarie, le utilizzazioni boschive e la prevenzione incendi boschivi. In alcuni di questi settori – nell’ambito di una campagna che ha interessato l’intero territorio nazionale – sono stati effettuati controlli in collaborazione con gli altri reparti dell’Arma (territoriali e speciali). Il settore della gestione dei rifiuti, che sul fronte investigativo rappresenta un’attività prioritaria nel lavoro quotidiano della specialità Forestale – grazie anche ai risultati riportati con l’operazione Nemesi (caso Coimpo srl) – ha contato infine ben 211 controlli, contestato 10 violazioni amministrative per un importo pari a circa 25mila euro e 8 violazioni di rilevanza penale fra le quali l’attività organizzata finalizzata al traffico illecito di rifiuti. La nota più allarmante è da ricondurre al fenomeno del recupero dei fanghi in agricoltura che ha portato al sequestro di circa 300 ettari di terreni sui quali si è appurato il superamento delle Csc (Concentrazioni soglia di contaminazione) oltre ad altri circa 700 ettari per i quali sono state avviate le procedure amministrative finalizzate a verificare le stesse Csc. “Ugualmente nel 2018 – conclude Carta - sarà forte l’attenzione dell’Arma e sono certo che anche sotto la guida del mio successore, al quale auguro buon lavoro e le migliori soddisfazioni personali e professionali, proseguirà, in un clima di fattiva collaborazione con tutte le istituzioni, la quotidiana azione preventiva e repressiva in campo ambientale dei Carabinieri forestali. Il ruolo più importante, però, per tutelare l’ambiente in cui viviamo e lasciarlo in eredità, possibilmente migliorato, alle generazioni future, lo gioca ciascuno di noi che, con senso civico, nutrendo un sentimento di 'sana gelosia' verso il territorio che lo ospita, dovrebbe improntare ogni azione quotidiana ad un uso sostenibile delle risorse naturali. Non possiamo far finta di niente, la natura ci ripaga con la stessa moneta: prima o poi sulle nostre tavole, nell’acqua che beviamo e nell’aria che respiriamo ritorna tutto ciò che, spesso con noncuranza, disperdiamo nell’ambiente”.

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