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"BOLLINI ROSA"

"Bocciatura politica per Veneto (e Lombardia)"

"Bocciatura politica per Veneto (e Lombardia)"
ROVIGO - Guglielmo Brusco interviene sull'assegnazione dei "bollini rosa". "La recente classifica del Ministero della Salute - rileva l'ex assessore provinciale - retrocede il Veneto al sesto posto nazionale in tema di sanità e credo che questo, insieme al quinto posto della Lombardia, significhi anche una netta bocciatura politica di chi, come la Lega in Veneto, ha da più di dieci anni il controllo sui servizi sanitari regionali. Partito molto attento nei confronti degli erogatori privati di sanità (pagati però soprattutto con un mare di denaro pubblico): ciò è dimostrabile anche dalle ultime s chede regionali ospedaliere che prevedevano il taglio di più di 1300 posti letto per acuti pubblici e, grazie soprattutto all’aggiunta di posti letto per utenza extraregionale, per i privati, addirittura in molti casi, più posti letto per acuti dei precedenti". All’interno di questo quadro negativo per il Veneto, "la Lega, insieme all’alleato Forza Italia, con le ultime schede ospedaliere ha gravemente colpito il Polesine con il più alto taglio di posti letto per acuti delle province venete, negli ospedali pubblici (anche in Polesine, naturalmente: quelli privati complessivamente, ne hanno addirittura di più). A dimostrazione pratica di quanto stia a cuore a Zaia e alla sua maggioranza l’attività delle cliniche private del Veneto - incalza Brusco - abbiamo visto che è già stato previsto uno stanziamento per attività sanitarie da svolgere che potrebbero comodamente essere fatte nelle strutture pubbliche se adeguatamente organizzate addirittura triennale". L'esponente di Rifondazione comunista fornisce anche cifre e numeri: "Per il Polesine si parla di 22.478.967 euro annui per la clinica di Santa Maria Maddalena, 31.798.758 euro annui per la casa di cura di Porto Viro e 8.420.797 euro annui per la casa di cura Città di Rovigo, per un totale di 62.698.522 euro annui e una previsione totale nel triennio 2017-2019 di ben 188.095.566 euro. Insomma, complessivamente più posti letto per acuti negli ospedali privati polesani, una previsione di tagli di circa 170 posti letto per acuti negli ospedali pubblici, con una citazione particolare per il San Luca dove ne dovrebbero essere tagliati più di 50, soprattutto in area medica, l’area che potrebbe rispondere meglio ai problemi di una popolazione soprattutto anziana come quella altopolesana". Per Brusco si tratta di "una vergogna concettuale sulla quale tutti i leghisti e gli azzurri, insieme a tutti i sindaci altopolesani (a partire da quello di Trecenta) dovrebbero riflettere. A puro titolo simbolico, va ricordato che al San Luca hanno persino chiuso la portineria per la notte. Ma la cosa che più rattrista è la pratica chiusura di quello che fino a qualche anno fa era un fiore all’occhiello dell'ospedale di Trecenta: il Servizio materno infantile...".
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