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LEGA NORD A CHIGNOLO DI PO

Benetti con la minoranza difende la coerenza

CHIGNOLO DI PO – Un appuntamento che ha riunito tutti gli uomini e le donne della Lega Nord legati agli ideali fondanti del partito. Quello che si è svolto a Chignolo di Po, in provincia di Pavia, sabato 2 dicembre, non è stato un appuntamento di nostalgici ma di militanti del Carroccio che difendono la coerenza. E anche Rovigo ha dato il proprio contributo con l'intervento del consigliere comunale Fabio Benetti, il più votato del gruppo Lega Nord a Palazzo Nodari. Nella cornice del Castello di Chignolo Po, sede del Parlamento padano fino al luglio del 1998, Benetti ha portato i saluti del Veneto: “Vi ringrazio per l'opportunità - ha esordito - oggi ho conosciuto persone per la prima volta, ma vi saluto tutti come dei fratelli, perché se siamo qui tutti, e così numerosi, è perché siamo mossi dallo stesso ideale, siamo tutti leghisti della Lega Nord per l'indipendenza della Padania”. Con lui Roberto Cota dal Piemonte, Gianni Fava, Davide Boni dalla Lombardia, Gianluca Pini dall'Emilia Romagna. Umberto Bossi ha chiuso i lavori condannando i fascismi dentro al partito e fuori nelle alleanze, proprio come aveva fatto alcune settimane fa, ospite proprio di Fabio Benetti nell'azienda agricola Corte Benetti a Buso. I leghisti della Lega Nord non mollano. A sei mesi dal congresso federale della Lega e a vent'anni dall'insediamento del Parlamento della Padania, i quasi 600 “indipendentisti” del Carroccio non si arrendono e chiedono “alla Lega di tornare a fare la Lega senza abbandonare i valori del Nord, della Padania, dell'indipendenza o della autonomia”, i concetti “base” del movimento fondato solo 27 anni fa. Gianni Fava, pretendente alla segreteria federale conquistata da Matteo Salvini, che ha scelto la linea sovranista ed ha già annunciato che alle prossime elezioni politiche nel simbolo della Lega sparirà la parola Nord, ha lanciato un appello preciso a coloro i quali vengono chiamati nostalgici, ma che in realtà sono solo sempre stati coerenti con i valori fondanti del movimento: " Fatevi sentire, alziamo la testa senza paura, mettiamoci la faccia, siamo a tutti gli effetti una corrente di minoranza all'interno del partito. Non deve nascere niente, questa è la Lega Nord non è una cosa diversa", ha detto ai giornalisti l'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia. "Non lasciamo spazi vuoti - ha affermato Benetti in rappresentanza del Veneto - Non abbandoniamo i nostri ideali. Gli stessi che ci hanno guidato fino ad oggi. Pensiamo ai nostri cittadini, alle nostre imprese, alle nostre fatiche e ai nostri sacrifici che ci hanno reso quello che siamo. Pensiamo al territorio, alle persone. Pensiamo a quello che siamo e da dove veniamo. Un Movimento del territorio per il territorio. Questo è quello che vuole la nostra gente. Questa è, è stata, e sarà, sempre la nostra forza. Non dimentichiamolo". Dal canto suo, Fava ha sottolineato il fatto che dopo la sua candidatura alla segreteria, come potenziale antagonista di Salvini, è stato modificato lo statuto con l'integrazione della componente di minoranza, in quanto una seconda candidatura non può essere considerata un affronto, ma una normale occasione offerta da un partito democratico. Ed è proprio sugli estremismi da evitare che il presidente Umberto Bossi, che ha chiuso i lavori dell'assemblea, ha affidato ai giornalisti ed alle televisioni il messaggio forte e chiaro che i fascismi sono da evitare, sia per quanto riguarda epurazioni ed espulsioni all'interno della Lega Nord, sia per quanto riguarda possibile alleanze, come per esempio il gruppo di skinhead neonazisti di Como, la cui incursione in un incontro dedicato all'accoglienza dei migranti è stata invece minimizzata da Matteo Salvini. “ Il mondo è pieno di matti, diciamo che quei voti la Lega non deve cercarli - ha detto il Senatùr al suo arrivo - Io sono di una famiglia di antifascisti, combattenti non chiacchieroni: mia cugina è morta sul Monte Rosa. La penso come Spinelli, che considerava lo Stato Nazione il male assoluto anche se qualcosa di buono lo ha fatto come contenitore della democrazia”.
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