18/05/2022

SLC-CGIL E UILPOSTE

"Poste, la consegna così non va proprio"

"Poste, la consegna così non va proprio"

21/11/2017 - 08:28

ROVIGO - Sindacati contro il servizio di recapito corrispondenza e pacchi a giorni alterni: Slc-Cgil e Uilposte denunciano una riorganizzazione del settore che non funziona e ne certifica anzi a loro dire il fallimento. "Talvolta - così Stefano Gallo e Antonio Ienco - si raggiungono livelli qualitativi accettabili solo grazie all’impegno profuso dai dipendenti: molti portalettere in alcune realtà protraggono volontariamente la loro permanenza in servizio perché assillati psicologicamente da una mole di lavoro e di adempimenti richiesti che non riescono più a gestire nel normale orario di lavoro pur di garantire la consegna della corrispondenza ai cittadini. In altre realtà al contrario i dipendenti vengono obbligati a prestare straordinario per far fronte alle medesime situazioni. 
Nella quotidianità, invece, si registra un ricorso smodato a questo istituto per fronteggiare emergenze che non si possono più considerare tali essendo le stesse ormai giornaliere o quasi.". La principale causa del disastroso impatto della riorganizzazione dei servizi di consegna della posta è da attribuire al taglio enorme di zone di recapito che in Polesine hanno visto percentuali elevate: nel 2015 le zone erano 142 mentre oggi sono 91 (meno 51 posti di lavoro) distribuite fra i bacini di Rovigo, Adria e Occhiobello. "Come sindacati avevamo a suo tempo manifestato ai tavoli regionali il nostro dissenso sulla non praticabilità del progetto di riorganizzazione del recapito a giorni alterni stante il taglio eccessivo delle zone di recapito stesse in Polesine. Quello che riteniamo inaccettabile è che il risultato negativo di questa gestione si voglia far ricadere sui dipendenti, soprattutto quelli in prima linea come ad esempio i portalettere, che oltre a dover giornalmente subire le rimostranze della clientela sono anche soggetti a paventati richiami (con conseguenti sanzioni disciplinari) per situazioni le cui cause non sono certamente da imputare a loro. Tutto questo ha comportato un deterioramento anche dell’ambiente lavorativo con conseguente innalzamento del livello di stress a tal punto che si sono registrati casi per i quali si è dovuto ricorrere all’intervento del soccorso pubblico (Porto Viro)". Il tutto, incalzano Gallo e Ienco, nell' "indifferenza e miopia dei vertici aziendali regionali a fonte anche di una gestione spesso improvvisata della dirigenza locale che di fatto non sta producendo effetti positivi per far fronte alla continua emergenza nell’intera filiera dei servizi postali, ivi inclusa la questione relativa all’arrivo in ritardo dei furgoni che alimentano i centri di distribuzione (ad es. Porto Viro e Castelmassa). Pensiamo che un atteggiamento dirigenziale teso a far leva psicologicamente su risultati non raggiungibili per carenza di personale non faccia certo onore ad una grande azienda com'è Poste Italiane".

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