22/05/2022

FIESSO UMBERTIANO

"Sui profughi reazioni spropositate che fan sorridere"

"Sui profughi reazioni spropositate che fan sorridere"

28/10/2017 - 14:12

FIESSO UMBERTIANO - Sul caso dei profughi interviene anche Francesca De Luca, presidente della cooperativa "Di tutti i colori".

"Non siamo soliti alimentare polemiche, nè reali nè mediatiche - spiega - e generalmente evitiamo di intervenire anche qualora, e i casi sono stati purtroppo molti in questi ultimi anni, vengano riportate notizie scorrette ed infondate. In questo caso, però, riteniamo indispensabile precisare alcune questioni relative a quanto sta avvenendo a Fiesso Umbertiano. Troviamo inutile dilungarci su quanto già ricordato dal prefetto: stiamo parlando di qualche persona, non di un’orda di barbari, nè di pericolosi serial killer interessati a compiere una carneficina, dunque riteniamo ovviamente spropositate e fuori luogo le preoccupazioni relative alla prossimità con l’asilo nido o agli anziani. Fa sorridere pensare che alcuni dei ragazzi accolti a Rovigo e Costa di Rovigo svolgono attività di volontariato proprio con quegli anziani, spesso soli, che il sindaco di Fiesso ritiene di dover proteggere".

La De Luca prosegue: "Per quanto riguarda la struttura, a noi risultava che il sindaco" contattato lo scorso gennaio (quando la struttura individuata era un’altra), non avesse dimostrato la sua aperta contrarietà all’accoglienza: per questa ragione la ricerca è continuata, tra altri, anche nel territorio di Fiesso. Una volta individuata la struttura abbiamo azionato tutte le procedure necessarie per finalizzarne l’avviamento, avendo cura di comunicarlo alla Prefettura in modo che potesse anticipare al Sindaco l’informazione relativa all’apertura che sarebbe stata, come da prassi,  poi dettagliata dai responsabili della cooperativa".

Il presidente continua nella sua esposizione dei fatti: "La nostra richiesta di incontro è stata avanzata immediatamente dopo la comunicazione tra sindaco e Prefetto. Ci rammarica una presa di posizione così apertamente ostile, apertamente pregiudizievole, non solo nei confronti dei beneficiari del progetto, ma anche della cooperativa scrivente, che non ha mai avuto modo di potersi presentare e poter dialogare, come prassi democratica suggerirebbe, con il primo cittadino. E’ opportuno precisare poi che in tutti questi anni non si sono mai riscontrati problemi di ordine pubblico imputabili direttamente ai ragazzi accolti nei progetti di accoglienza. Nelle varie realtà interessate dalla presenza di nostre strutture - conclude il numero uno di 'Di tuti i colori' - anche in quelli più dichiaratamente contrari all’accoglienza, è stato possibile sperimentare come la convivenza, quando la struttura operativa funziona, non sia assolutamente un problema per la comunità e possa, altresì, rivelarsi una risorsa. In tutti i Comuni i ragazzi accolti hanno manifestato la propria disponibilità a svolgere attività di volontariato e condividere momenti di convivialità con la cittadinanza; alcuni percorsi sono stati lungamente sperimentati e ora procedono con successo, altri sono in via di attuazione".

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