21/05/2022

ECONOMIA E LAVORO IN POLESINE

Trombini: “Nel 2016 persi 1,5 milioni di agevolazioni”

Trombini: “Nel 2016 persi 1,5 milioni di agevolazioni”

27/10/2017 - 18:59

ROVIGO – Rovigo ed il Polesine, ancora una volta, hanno perso un'occasione. Un'occasione che vale 1,5 milioni di euro. Soldi che, in tempi di vacche magre, dovrebbero essere presi d'assalto. Invece no, il Polesine ne ha fatto a meno. Li ha lasciati dov'erano. E cioè al Ministero dello Sviluppo economico (Mise) che li aveva messi a disposizione in un fondo complessivo di 124 milioni da ripartire a livello nazionale, tramite la Regione Veneto, per gli “interventi di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale non complessa”. E' quanto emerso nel corso dell'assemblea “Una mappa per il lavoro” che si è svolto oggi, 27 ottobre, a Palazzo Celio. Un incontro organizzato dal presidente della Provincia Marco Trombini per fare il punto proprio sulle situazioni di crisi aziendale e produttiva del territorio. Crisi che, secondo i dati snocciolati dal presidente, avrebbe potuto essere “aggredita” e fronteggiata proprio utilizzando le risorse del Mise. Un po' come hanno fatto diversi comuni appena fuori la provincia di Rovigo, sia nell'area della Bassa padovana, sia appena oltre il Po, in provincia di Ferrara. E pensare che la Regione aveva anche annunciato quali territori avrebbero potuto beneficiarne perché individuati, proprio dalla Regione, come “candidabili alle agevolazioni destinate alle aree di crisi industriale non complessa”. In particolare, i “sistemi locali del lavoro” candidabili per il Polesine erano l'area di Badia Polesine e quella di Rovigo. I fondi sono stati poi assegnati alle iniziative imprenditoriali e alle concessioni di agevolazioni in favore di programmi di investimento nel territorio ricompreso nell'area di crisi non complessa. Ma quei soldi il Polesine non li ha presi. O, meglio, non ha fatto nulla per ottenerli. Nessuno si è mosso per presentare alla Regione le proprie proposte. E addio fondi. Addio a 1,5 milioni di euro contro la crisi in favore della ripresa. All'assemblea, la domanda del presidente Trombini è stata quindi: “Di chi è stata la negligenza? Chi doveva attivarsi per avere quei soldi?”. Domande non hanno ottenuto risposte. In compenso, nel 2018 si riaprirà la possibilità di accedere di nuovo ai fondi del Mise e, al prossimo giro, la Provincia e la classe politica si sono impegnate a vigilare per non perdere di nuovo un'occasione importante.

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