19/05/2022

CRISI DELLA SICC

Contratti di solidarietà, ultima spiaggia per “sospendere” i licenziamenti

27/10/2017 - 17:17

ROVIGO – Corsa contro il tempo per salvare i 19 lavoratori della Sicc ad un passo dal licenziamento. Una speranza di salvare i loro posti di lavoro nell'azienda rodigina produttrice di apparecchi termoidraulici al 90% del gruppo Guerrato, si è accesa oggi, 27 ottobre, a Palazzo Celio. E quella speranza è rappresentata dai contratti di solidarietà che, fino a pochi giorni fa, erano stati esclusi dalle ipotesi in discussione da parte dell'azienda perché ritenuti troppo onerosi. In occasione dell'incontro dedicato al tema del lavoro in Polesine, le sigle sindacali dei metalmeccanici (Fiom Cgil, Uilm Uil e Fim Cisl) ed i dipendenti Sicc hanno scioperato e manifestato davanti alla sede della Provincia di Rovigo. E prima del tavolo istituzionale, i rappresentanti sindacali, i parlamentari Emanuela Munerato, Bartolomeo Amidei e Diego Crivellari, ed il presidente della Provincia Marco Trombini si sono riuniti con il rappresentante di Confindustria (che, in quest'occasione, rappresentava l'azienda) ed il rappresentante della Regione che ha fatto le veci dell'assessore Elena Donazzan per fare il punto proprio sulla situazione della Sicc. Del resto, “nel corso dell'ultimo vertice, l'azienda non aveva detto né sì né no all'ipotesi dei contratti di solidarietà” spiega Nicola Panarella, segretario di Fim Cisl. L'incontro si è dunque concluso con l'accordo tra tutte le parti di convocare il prossimo incontro con l'azienda sempre a Palazzo Celio. Nel frattempo i vertici della Sicc dovrebbero aver fatto tutte le verifiche del caso per capire se gli eventuali contratti di solidarietà saranno sostenibili dal punto di vista finanziario. Di certo c'è che, secondo il deputato polesano Diego Crivellari, il modo per far sì che la Sicc acceda ai contratti di solidarietà c'è, dato che l'azienda possiede i requisiti necessari. E ci sarebbero anche le risorse per sostenerli. I contratti di solidarietà sono accordi, stipulati tra l’azienda e le rappresentanze sindacali, che prevedono una diminuzione dell’orario di lavoro allo scopo di mantenere l’occupazione in caso di crisi e quindi evitare la riduzione del personale. Nel caso specifico della Sicc, la strada dei contratti di solidarietà ha, oltre ai costi per l'azienda, un altro nemico potente: il tempo. Sì, perché le procedure di licenziamento dei 19 lavoratori si concluderanno il prossimo 23 novembre. Entro quella data, i contratti dovrebbero essere stipulati per scongiurare, almeno per un po', la perdita dei posti di lavoro. Se l'ipotesi dei contratti di solidarietà andasse a buon fine, infatti, “i 19 licenziamenti resterebbero sospesi – spiega ancora Panarella - e l'azienda avrebbe due anni di tempo per cercare di trovare una soluzione diversa alla sua crisi. E dato che il problema è la situazione finanziaria, potrebbe ad esempio cercare delle forme di finanziamento sostenibili o magari rateizzare il proprio debito con l'Inps”. L'ente di previdenza sociale è, infatti, ad oggi, il maggior creditore della Sicc. Le trattative tra sindacati e azienda si sposteranno quindi da viale Porta Po, sede della Sicc, a Palazzo Celio, “per dare un senso agli incontri che si sono tenuti finora – aggiunge il segretario Fim Cisl – e che su appello di noi rappresentanti sindacali hanno coinvolto anche le forze politiche del territorio dalle quali abbiamo avuto, in questo caso, una buona reazione perché è necessario intervenire in anticipo davanti ai problemi e non arrivare sempre all'ultimo”.

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