18/05/2022

TATUAGGI E PIERCING

Carenze igienico-sanitarie e irregolarità, chiusa attività in via dei Cappuccini

Carenze igienico-sanitarie e irregolarità, chiusa attività in via dei Cappuccini

25/10/2017 - 16:35

ROVIGO – Irregolarità amministrative e burocratiche, una persona che eseguiva l'attività all'interno del locale, svariate carenze igienico-sanitarie. E, alla fine, la decisione del Comune di Rovigo: la sospensione dell'attività fino a quando non sarà messo tutto in regola. E' la sorte toccata al negozio di tatuaggi situato in via dei Cappuccini, in centro città. L'ordine di chiusura è contenuto in una ordinanza dirigenziale pubblicata all'albo pretorio. E proprio nel documento si trovano tutti i dettagli della vicenda che ha per protagonista, da una parte, Stefano Valarin, legale rappresentante della ditta Mao Moku Tatoo e, dall'altra, il Comune di Rovigo e l'Ulss 5 polesana. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, lo scorso 20 ottobre, il personale tecnico ispettivo del Dipartimento di prevenzione servizio igiene e sanità pubblica dell'Ulss 5 polesana ha effettuato un controllo nel locale del tatuatore rilevando che durante l'attività di tatuaggio e piercing mancava la presenza del Responsabile tecnico individuato nella Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) di apertura. Inoltre ha rilevato delle carenze sia di carattere strutturale che igienico sanitario rispetto a quanto prevede la normativa comunale omologata alle linee guida del Ministero della Sanità e alle norme regionali. Di quali carenze si parla? L'elenco è lungo: il locale è carente di areazione naturale, perciò dovrà essere installata un'idonea ventilazione artificiale, nello spazio adibito a spogliatoio è presente del materiale che nulla ha a che fare con l'attività e pertanto dovrà essere rimosso, sulla parete dell'antibagno è presene della muffa e delle incrostazioni che dovranno essere eliminate, la preparazione dell'area di lavoro deve essere dotata di una idonea procedura, allo stesso modo i prodotti utilizzati sui clienti dovranno essere dotati di una procedura di tracciabilità con l'indicazione del lotto e della ditta produttrice, nell'antibagno manca un lavandino dotato di rubinetteria a comando non manuale (a pedale, a ginocchio o a fotocellula) che dovrà, quindi, essere installato. Per quanto riguarda invece le questioni amministrative, l'ordinanza vieta al tatuatore di svolgere nel proprio negozio l'attività di estetista, in uno spazio che tra l'altro è già stato predisposto. Questo, sempre secondo il documento, fino a quando non sarà trasmessa agli appositi uffici la relativa Scia. Per far ripartire l'attività, Stefano Valarin dovrà eseguire tutti gli interventi indicati dall'Ulss 5 e predisporre la pratica Suap (Sportello unico per le attività produttive) per le modifiche apportate al locale. Ed entro 10 giorni dalla data di notifica dell'ordinanza di sospensione dell'attività dovrà presentare una relazione sull'esistenza del Responsabile tecnico con la relativa giustificazione dell'assenza durante il sopralluogo dell'azienda sanitaria oltre alle motivazioni e al rapporto di lavoro che lo legano ad una persona trovata all'interno del negozio ad esercitare l'attività di tatuaggio durante il controllo.

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