16/05/2022

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Un film sulla vita e le avventure di Marcello de Dorigo

Un film sulla vita e le avventure di Marcello de Dorigo

17/10/2017 - 13:14

ROVIGO - Venerdì 20 ottobre alle 21.15 presso il Teatro don Bosco di Rovigo, si terrà la proiezione del film-documentario dedicato a Marcello De Dorigo, campione italiano di sci nordico degli anni ’60. Ospite per l'occasione in sala la regista Lucia Zanettin. Proseguono le serate della rassegna “Rovigo Svetta” organizzata per la città dalla sezione del Club Alpino Italiano. Il terzo incontro è dedicato ad un grande sportivo italiano, a torto “dimenticato” perché ha più volte portato la bandiera italiana sul gradino più alto del podio. Si tratta di Marcello De Dorigo a cui è stato dedicato un film, uscito nelle sale quest’anno e che venerdì 20 ottobre verrà proiettato per la prima volta nella nostra città. Lucia Zanettin, di professione avvocato e appassionata di regia cinematografica, dopo il successo di “Il Fronte di Fronte” del 2014, con “Le Stelle di Celi” racconta la vicenda sportiva ed umana di Marcello De Dorigo. De Dorigo è stato un grande talento italiano dello sci nordico negli anni ’60, ha vinto otto titoli italiani ed è entrato nella storia come “il primo italiano ad aver battuto i campioni nordici” svedesi, finlandesi e norvegesi, da sempre vincitori indiscussi in questa disciplina. La trama del documentario è carica di suspance poiché racconta i fatti accaduti il 27 novembre 1964, quando la carriera sportiva di De Dorigo si arresta. Il fondista si trova a Valandalen in Svezia, per gli allenamenti che precedono le gare invernali, e deve vincere la prova più difficile della sua vita: la sopravvivenza al congelamento a temperature di -22°C, disperso nel bosco. “Sono venuta a conoscenza della storia di De Dorigo per caso - racconta la regista -  Dopo il mio documentario sulla Grande Guerra, molte persone mi chiedevano di fare un film sulle storie dei loro genitori o nonni. Fra queste, c’era Santo De Dorigo. Quando ho conosciuto Marcello, nulla sapevo della sua disavventura e mi ha colpito perché, nel suo racconto mai c’è stata una parola di rimpianto, per quanto era successo. Il suo messaggio era stato sempre che ciò che contava era la vita che era riuscito a salvare. È un messaggio  bellissimo, che spero di essere riuscita ad esprimere nel film. Per me, Marcello De Dorigo è stato un campione, soprattutto quando si è ritrovato solo, a combattere per la sua sopravvivenza e poi quando, di nuovo solo ed abbandonato da tutti, ha ricostruito con le sue forze la sua vita. “Perderò un piede, ma la vita è un’altra cosa”, ci dice nel film. E quando a dirlo è qualcuno che su quei piedi ci aveva basato la sua fortuna, credo che il nostro dovere sia fermarci ad ascoltare”. La regista Lucia Zanettin sarà intervistata da Simone Papuzzi, presidente della Tam (Tutela ambiente montano) del Triveneto, ci racconterà i motivi che l’hanno portata alla realizzazione di questo lungometraggio, il suo rapporto con il protagonista e l’esperienza di lavorare a stretto contatto con le comunità montane. Non si esclude tra l'altro la presenza a sorpresa anche del protagonista della vicenda narrata che oggi, a 80 anni, insieme al figlio Santo, è proprietario dell’impianto di risalita e noleggio sci di Forcella Aurine (BL).

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