17/05/2022

OPERAZIONI FINANZIARIE

Contratti swap, al Comune costano oltre 100mila euro

Contratti swap, al Comune costano oltre 100mila euro

16/10/2017 - 15:15

ROVIGO – Derivati, contratti di interest rate swap, debito residuo, mutui a tasso variabile. Sono termini che ai più potrebbero non dire niente e se non indicare la complessità del mondo della finanza e, talvolta, della speculazione. Mondi con i quali, negli ultimi anni, molte amministrazioni pubbliche (comuni e province) si sono trovate ad avere a che fare, dal momento che si sono lanciate in particolari tipologie di operazioni finanziarie nel tentativo di racimolare qualche risorsa. E anche il Comune di Rovigo (come è successo del resto anche per la Provincia, anni or sono) fa parte di quelle amministrazioni. Lo sanno bene gli esponenti del Movimento 5 stelle di Rovigo che, attraverso i propri portavoce a Palazzo Nodari, i consiglieri comunali Ivaldo Vernelli e Francesco Gennaro, hanno presentato un'interrogazione alla giunta e all'assessore al Bilancio Susanna Garbo proprio su questa faccenda. Ora, l'interrogazione in questione è particolarmente tecnica (come richiede l'argomento) ma un dato emerge su tutti, grazie anche alle spiegazioni successive fornite da Ivaldo Vernelli, ovvero che il Comune di Rovigo si trova a pagare una cifra di oltre 104mila euro (104.423,14 per la precisione) all'istituto di credito Intesa San Paolo spa come “flusso differenziale” per “il periodo II semestre 2017” da corrispondere alla banca entro il prossimo 29 dicembre. La cifra, dipende dalla sottoscrizione che il Comune ha fatto di un contratto di interest rate swap (contratto con il quale due parti si accordano per scambiarsi reciprocamente, per un periodo di tempo predefinito al momento della stipula, pagamenti calcolati sulla base di tassi di interesse differenti e predefiniti, applicati ad un capitale nozionale). La sottoscrizione, secondo quanto riporta l'interrogazione, è avvenuta con determina dirigenziale del 29 maggio 2007. Da allora e fino ai giorni nostri (con il Comune costretto a sborsare oltre 100mila euro, cifra non indifferente dato il periodo di vacche magre), corrono 10 anni e diversi passaggi. Per chi ha voglia di addentrarvisi, eccone alcuni descritti nel documento firmato dai 5 stelle, partendo proprio dal contratto di interest rate swap sottoscritto con Banca Opi e Banca Intesa Infrastrutture e Sviluppo spa. Il contratto aveva “come passività sottostante iniziale l’importo di euro 6.996.457,00, pari al debito residuo al 01/01/2007 di mutui a tasso variabile, stipulati nel 2005 con Banca Nazionale del Lavoro e Banca Opi, con scadenza del derivato al 31 dicembre 2025”. E ancora: “Dalla 'Relazione tecnica sui contratti swap stipulati tra Comune di Rovigo e Intesa San Paolo spa' realizzata dalla Martingale Risk spa datata 18/12/2015 emergono, a pag. 36, alcune violazioni alla delibera Consob 1° Luglio 1998 n. 11522 compiute da parte dell’istituto creditizio con cui è stato siglato il contratto di cui sopra. A seguito di tale relazione è stato conferito mandato alla Martingale Risk spa di rinegoziare il contratto relativo allo strumento finanziario derivato”. E così si arriva al 28 settembre di quest'anno, quando il Comune riceve “una nota, spedita da Intesa San Paolo spa, che attesta un flusso differenziale di euro 104.423,14 per il periodo 2° semestre 2017, da corrispondere alla stessa entro il 29 dicembre 2017”. Tradotto in parole più semplici: il Comune deve pagare 104mila euro ad Intesa San Paolo spa e lo ha segnato nel proprio bilancio sotto la voce “Interessi passivi per operazioni in derivati”. Ecco, quindi i chiarimenti che i 5 stelle rivolgono alla giunta e all'assessore Garbo: lo “stato dell’arte della consulenza della Martingale Risk spa riguardante la rinegoziazione del contratto in oggetto” e “la trasmissione del materiale relativo al contratto in oggetto a partire dal 1° gennaio 2016”. Domande alle quali il consigliere Vernelli aggiunge: “Il fatto che i soldi per questa 'tranche' di differenziale sui derivati contratti dal Comune  siano già stati stanziati in bilancio e che siano risultati di 9mila inferiori a quanto previsto non riesce a rallegrarci: piuttosto che il magro risparmio ottenuto, ciò che balza subito agli occhi nostri ed a quelli dei rodigini è la distrazione di ulteriori risorse,già sono carenti in alcuni casi a causa di altre questioni, imputabili alle amministrazioni che si sono succedute e che hanno messo in ginocchio questa città, sempre più degradata e bisognosa di manutenzioni. Ogni euro speso, anzi buttato in questo caso, è un euro proveniente da risorse pubbliche, che non dovrebbero essere rischiati in un pericoloso gioco d’azzardo come quello dei derivati”.

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