18/05/2022

CENTRO SERVIZI ANZIANI ADRIA

Confermata la direzione Bradiale, opposizioni all'attacco

Confermata la direzione Bradiale, opposizioni all'attacco

09/10/2017 - 15:52

ADRIA - “Un atto di disperazione di chi è privo di qualsiasi legittimità politica e morale di rappresentare legittimamente il Centro servizi anziani”. Sono parole dure quelle usate dai gruppi consiliari adriesi di Partito Democratico, Impegno bene comune e Siamo Adria e Movimento 5 stelle in una nota congiunta in cui prendono di mira il consiglio di amministrazione dell'ente. Il casus belli, come spiegano nel comunicato, è “la riconferma di Mauro Badiale come direttore del Csa per ulteriori cinque anni”, un vero e proprio “imperdonabile sfregio – scrivono - alla casa di riposo, al consiglio comunale e a tutta la città da parte di Sandra Passadore, Lorenzo Bertaglia, Emanuela Beltrame e Sandro Bisco”. Il loro atto d'accusa è lungo e articolato: “L’ultimo consiglio comunale è stato l’ulteriore e definitiva conferma del totale isolamento nel quale queste quattro persone si sono volutamente cacciate. Infatti nessuno dei consiglieri comunali si è dichiarato contrario alle loro dimissioni e neppure si è reso disponibile ad avvallare il bluff del nuovo progetto alle Case Rosse, persino Barbujani alla fine, ha dovuto dire parole chiare in tal senso. E’ un bluff perché non si trattava di scegliere tra due progetti: in realtà l’unico presentato in Regione è stato quello delle Case Rosse, progetto e piano finanziario, peraltro, anonimi e non sottoscritti da alcun professionista, neppure un normale atto di approvazione da parte dello stesso cda”. Ma le loro critiche non si fermano qui: “Ancor più raffazzonato il progetto di ristrutturazione imbastito per dare fumo negli occhi e che non assomiglia affatto a quello originario del 2009. La responsabilità se non verranno confermati i cinque milioni del Fondo di rotazione della Regione sarà unicamente della presidente Passadore e di chi l’ha avvallata in tutti questi anni; sono stati persi inutilmente otto anni. Nel 2009 hanno voluto revocare la proposta sensata della presidenza Stefanoni. Nel 2011 volevano la nuova casa di riposo in zona Coop, hanno speso soldi, hanno fatto delibere, il Comune addirittura ha approvato la variante urbanistica e non se ne è saputo più niente. A fine 2014 si sono inventati di trasferire la struttura all’ospedale; anche questa mera propaganda avvallata colpevolmente dai vertici regionali e dalla direzione generale dell’Ulss di allora. Una boutade elettorale cui è seguito il silenzio più totale. Nell’ottobre 2016 la stessa Passadore ammetteva pubblicamente che bisognava dire addio ad un nuovo Csa perché 'le casse attuali impongono prudenza'”. I consiglieri comunali sono un fiume in piena: “In queste ultime settimane – incalzano - il risveglio: Passadore e Barbujani sono stati trovati con le dita nella marmellata. Mentre stavano tentando di imbastire un progetto farlocco di trasferimento alle Case Rosse di cui a tutt’oggi i motivi ed i fini non sono del tutto chiari. Per dare credibilità a questa loro nuova proposta hanno ammesso, in maniera incosciente, che 'il complesso è sprovvisto del certificato di prevenzione Incendi oltre che privo di alcuni impianti essenziali e bisognoso di radicali interventi di manutenzione'. Vero è invece che in tutti questi anni non sono riusciti a spendere il contributo regionale di 1,9 milioni di euro per mettere in sicurezza le strutture dell’Ente; lavori che dovevano essere eseguiti entro il 31 dicembre 2011”. E su questo promettono ulteriori battaglie: “Sono stati otto anni di fallimenti totali che rischiano di farci perdere la nostra casa di riposo; noi useremo tutte le nostre forze perché questo non accada e perché il Centro servizi anziani abbia prima possibile una gestione che rientri nei canoni della normalità e della legittimità. Garantiamo che useremo ogni nostra legittima possibilità perché lo sfregio della conferma di Badiale non resti impunito”.

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