20/05/2022

CONTRO I LICENZIAMENTI

Sicc, mobilitazione "a sorpresa": un'ora di sciopero al giorno

Sicc, mobilitazione "a sorpresa": un'ora di sciopero al giorno

03/10/2017 - 18:22

ROVIGO - Un'ora al giorno di sciopero a partire da questa mattina, 3 ottobre, e fino a venerdì, giorno dell'incontro tra le rappresentanze sindacali e i vertici dell'azienda. E' una mobilitazione “a sorpresa” quella che i dipendenti della Sicc, impresa rodigina che opera nel settore della termoidraulica, hanno deciso di adottare per far sentire la propria voce. Una voce unanime di protesta di fronte ai licenziamenti che si profilano all'orizzonte: 23 i lavoratori per i quali è stata avviata la procedura (6 impiegati e 17 operai) ma le forze sindacali vedono nero: anche gli altri 55 lavoratori rischiano il posto. E così, durante l'assemblea che si è svolta nella mattinata odierna “una riunione informativa - spiega Nicola Panarella, segretario della Fim Cisl - nella quale abbiamo esposto la situazione e preso atto che di passi avanti in queste settimane non ne sono stati fatti, abbiamo deciso che fosse giusto intraprendere delle iniziative. Da parte dei lavoratori, poi, è stato deciso che si doveva iniziare subito”. Da qui, è nato il presidio “a sorpresa” che si protrarrà per altri tre giorni, sempre nello stesso orario, dalle 11 alle 12, fino all'incontro con l'azienda. Ma come è arrivata a questa situazione la Sicc? “I problemi - risponde Panarella - si protraggono ormai da anni ma non sono problemi di tipo produttivo. Si tratta di piuttosto di questioni finanziarie, con i bilanci che da anni si chiudono in rosso. Va ricordato inoltre che la Sicc è al 90% di proprietà della Guerrato spa (quest'ultima ha aperto una procedura di concordato, ndr). Fino allo scorso anno il socio di maggioranza aveva provveduto ad intervenire per tentare di sanare la situazione ma, visti i problemi che ha adesso, è chiaro che non ci sono possibilità di aumenti di capitale”. Il risultato, dunque, è questo: “Rispetto ai volumi produttivi odierni della Sicc non c'è spazio per 78 persone - riprende il segretario dei metalmeccanici Cisl - è un numero di dipendenti che l'azienda ritiene non sostenibile. Ma quello che noi organizzazioni sindacali temiamo è che il taglio di 23 persone non sia sufficiente, visto che il pregresso è davvero pesante e si trascina da anni. Dalla parte dell'azienda, invece, ci hanno fatto sapere che, con i numeri che i vertici dicono di avere in mano, con 55 dipendenti la Sicc dovrebbe reggersi”. Per avere un'idea delle dimensioni del problema, bisogna quindi entrare nel merito di questi numeri. Quali sono? “A quanto ci è stato comunicato - risponde Panarella - il maggior creditore della Sicc, azienda che fattura 12 milioni di euro all'anno e che chiude i bilanci con un passivo che si aggira intorno ai 900mila-un milione di euro l'anno, è l'Inps. E proprio con l'ente previdenziale l'azienda ci ha detto di aver aperto un ragionamento per dilazionare ed allungare i tempi per appianare il debito”. Ma la situazione che si prospetta all'orizzonte non è comunque rosea per i sindacati, qualsiasi sia l'esito di tale ragionamento: “Se sarà positivo, resteranno 55 dipendenti e quindi 23 saranno a casa. Se invece sarà negativo, non ci sarà spazio neanche per 55”. Senza troppi giri di parole, il segretario Fim Cisl quindi tira le somme: “Per noi alla base di tutto c'è comunque una forte difficoltà manageriale che non ha saputo rispondere con adeguati interventi. Attualmente non vediamo spiragli per un accordo né per degli incentivi. Si può pensare alla cassa integrazione straordinaria ma per noi si può addirittura presentare la richiesta per la procedura di concordato ed entrare in amministrazione controllata, viste le scarse capacità dimostrate dall'attuale amministrazione”. Insomma, il futuro per i dipendenti della Sicc, sulle barricate per difendere un diritto garantito dalla Costituzione, sembra più nero che mai. Con una sola drammatica certezza: dal 22 novembre in poi, 23 persone non avranno più un lavoro mentre altre 55 vivranno altre settimane di incertezza. “In tutto questo - conclude Panarella - spero che arrivino delle risposte dalla classe politica della nostra provincia. Venerdì noi saremo davanti ai cancelli della Sicc insieme ai lavoratori. Mi piacerebbe che qualcuno si facesse vivo e venisse a parlare con noi...".

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