18/05/2022

ULSS 5

Cgil: “Giù le mani dai fondi per il personale”

Cgil: “Giù le mani dai fondi per il personale”

02/10/2017 - 14:19

ROVIGO – La Cgil spara a zero contro l'Ulss 5 polesana, la Regione Veneto e l'Azienda zero. E si dichiara pronta a ricorrere alla magistratura. Il motivo della rabbia di Riccardo Mantovan e Davide Benazzo della Fp Cgil, scaturito in seguito alla riunione di oggi, 2 ottobre, per la contrattazione degli accordi sindacali della nuova realtà aziendale, è legato alla firma di tali accordi, alle modalità di sottoscrizione e, soprattutto, ai fondi per il personale perché in ballo ci sono 170mila euro. Sulla questione, interviene inoltre il consigliere regionale Pd Graziano Azzalin che va giù duro: "Togliere risorse alle Ulss per garantirle all’Azienda Zero. Dove ha autonomia gestionale, la Regione mostra ancora una volta la propria natura accentratrice. Se risparmiare significa depredare i territori proprio non ci siamo...". In particolare, i rappresentanti della Cgil accusano l'azienda sanitaria di aver messo in piedi un “gravissimo atto autoritario”: “Nuova azienda – puntualizzano - solito sistema penalizzante per i lavoratori (che non siano di Azienda Zero)”. E così spiegano le loro ragioni: “A seguito di un accordo regionale firmato da tutte le sigle sindacali tranne che dalla Cgil, l’Azienda zero nella necessità di dover portare a casa l’accordo anche in ogni singola Ulss, con l’atteggiamento aggressivo classico del padrone che ha capito di avere fatto un grave errore tattico ma soprattutto di ordine giuridico, tenta l’affondo convocando al tavolo in Ulss 5 ogni singolo componente Rsu per tentare di strapparne la firma. Atto gravissimo che non tiene conto del regolamento della stessa Rsu che prevede invece una discussione al proprio interno con relativa votazione a maggioranza con unico potere di firma demandato al coordinatore”. Alla fine la votazione interna è stata “posticipata a martedì 03 ottobre su espressa richiesta del segretario del sindacato degli infermieri Nursind – proseguono - Sindacato che, anch’esso, in barba alle regole, in maniera furfantesca ed irrispettosa ha portato invece proprio ogni singolo suo delegato a firmare l’accordo di fronte agli esponenti regionali esautorando del valore di rappresentanza e democrazia la Rsu aziendale forse nel timore di non dispiacere la Regione. Oltremodo strano, poi, che il sindacato degli infermieri firmi un accordo che toglie soldi proprio agli infermieri per trasferirli agli amministrativi dell’Azienda zero regionale. Regione che in stato confusionale ha inserito nella procedura di cessione di attività e personale, dovuto alla Legge n.19, la materia dei fondi contrattuali di chiara competenza della contrattazione sindacale”. Da qui, poi, il “j'accuse” della Cgil: “Nell’incontro avvenuto a Rovigo nell’aula magna dell'Ulss 5, il commissario, il responsabile dell’area Sanità e l’avvocato consulente della Regione – riporta una nota - hanno sapientemente evitato di rispondere alle domande del segretario della Cgil Medici e Dirigenza Spta Davide Benazzo e del coordinatore Rsu e segretario del comparto sempre per la Fp Cgil Riccardo Mantovan. Zero risposte a domande precise sono un chiaro sintomo di mancanza totale di argomenti a supporto di un accordo che andrà a togliere, in maniera trasversale e definitiva, dai Fondi economici del personale del comparto 170mila euro che avranno un significato assolutamente negativo”. In sostanza, secondo Benazzo e Mantovan “dal 1° gennaio 2018 saranno a rischio incentivazioni, produttività, progressioni, indennità. Tutto, secondo Regione e sindacati firmatari, per evitare esubero di personale. Ma davvero questi sono convinti si potesse presentare una situazione di esubero in una Azienda sanitaria dove i profili amministrativi non vengono assunti da oltre 10 anni? O dove oggi possiamo certificare un meno 50 infermieri e un meno 30 oss? Sfidiamo chiunque, Regione compresa, a sostenere il contrario e noi lo vorremmo fare ad un tavolo istituzionale”. Se questo non sarà possibile le risposte le andremo a ricercare in un aula giudiziaria perché la Cgil è sicura dell’irregolarità della procedura che priverà definitivamente i lavoratori del comparto dell’Ulss 5 di 170mila euro. Vedremo cosa succederà già martedì prossimo, in occasione della riunione Rsu che dovrà decidere in maniera responsabile se l’accordo dovrà essere firmato in maniera regolare oppure rimandato al mittente con richiesta di modifica del punto relativo al prelievo economico che, peraltro, andrebbe a garantire ai lavoratori dell’Azienda zero, cosiddetti super amministrativi, una consistenza di stipendio tre volte più ampia dei colleghi delle Aziende Ulss sul territorio”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0