17/05/2022

ULSS 5

Adria e Trecenta, due facce della stessa medaglia

Adria e Trecenta, due facce della stessa medaglia

29/09/2017 - 14:33

ROVIGO - Servizi ospedalieri polesani al centro dell'attenzione dei cittadini da Adria a Trecenta. Da una parte chi difende le strutture esistenti, come il Comitato in difesa dell’ospedale di Adria “Santa Maria degli Angeli”, e dall'altra chi ne contesta le lacune, come l'ex assessore provinciale alla Sanità Guglielmo Brusco, cittadino di Trecenta che da anni si batte per evitare che l'ospedale San Luca venga “impoverito”. La situazione è un po' questa: se da Adria arrivano tiepide buone notizie con l'annuncio che il direttore generale dell'Ulss 5 polesana Antonio Compostella è disponibile ad incontrare i rappresentanti del Comitato, a Trecenta monta invece l'indignazione di Brusco per i servizi che mancano e che costringono gli utenti, spesso anziani, a spostarsi a Rovigo per effettuare alcune tipologie di esami. Ieri, 28 settembre, una nota del Comitato in difesa dell’ospedale di Adria “Santa Maria degli Angeli” presieduto da Enrico Naccari ha annunciato infatti che “la segreteria del direttore dell’azienda Ulss 5 Polesana, su invito della Regione Veneto - vista la lettera inviata al governatore Luca Zaia una decina di giorni fa - ha contattato il nostro presidente per fissare un incontro tra il direttivo del Comitato e i vertici della predetta Ulss e del Distretto socio – sanitario di Adria”. All'incontro parteciperà anche il sindaco della città etrusca Massimo Barbujani anche in veste di socio del comitato. “Faremo le nostre domande - fa sapere la nota - e vaglieremo con molta attenzione le risposte che ci verranno date. La nostra email (comitatosalvaospedale@gmail.com) e la nostra pagina facebook (Comitato in difesa dell’ospedale di Adria “Santa Maria degli Angeli”) sono a disposizione di tutti i cittadini che vogliano chiedere qualcosa sui servizi socio-sanitari di Adria e del Bassopolesine ad Antonio Compostella e al suo staff”. Per quanto riguarda Trecenta e l'ospedale San Luca, invece, Guglielmo Brusco racconta di aver accompagnato una propria concittadina all'ospedale di Rovigo per effettuare gli esami di Spirometria globale e Diffusione alveolo-capillare. “Questi esami - spiega - non vengono effettuati a Trecenta, pertanto un altopolesano deve recarsi a Rovigo o in altro ospedale munito dei macchinari e della squadra di operatori necessari a tali esami. Macchinari che a detta di molti non sono troppo costosi e si pensa facilmente collocabili in spazi liberi e utilizzabili anche al San Luca, se qualche capoccione volesse”. A questo punto Brusco racconta tutta la trafila affrontata a Rovigo: “Partiti alle 8.30 da Trecenta, abbiamo raggiunto l’ambulatorio pneumologico prima delle 9.30, l’orario fissato per l’esame. Abbiamo incontrato infermiere gentilissime, disponibili e brave nel fare le prove richieste. Abbiamo anche pagato il ticket e abbiamo aspettato da poco prima delle 10 fino alle 10.30, orario inizialmente previsto per il ritiro dell’esito degli esami. Ma a questo punto è sorto un altro problema. Il medico dovrebbe essere stato chiamato al Pronto soccorso mentre lì sono rimaste solo le infermiere che non possono firmare i referti. Morale della favola: consegna dei referti alle 11.40 e arrivo a Trecenta alle 12.30”. Brusco, quindi, incalza: “Ma è mai possibile che non ci possa essere qualche pneumologo in più per rilanciare l’attività di pneumologia anche a Trecenta e per evitare dovunque questi disagi ai pazienti e ai loro famigliari? Quattro ore per esami su appuntamento che non vengono fatti anche al San Luca, a causa di mancanza di macchinari poco costosi e di personale medico, tecnico ed infermieristico. Chi dobbiamo ringraziare di ciò? Zaia e il 'quartetto Co.Co.Co.Co' (Compostella-Contato-Corazzari-Coletto)?”.

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