17/05/2022

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Scompenso cardiaco, un peacemaker salvavita

Scompenso cardiaco, un peacemaker salvavita

28/09/2017 - 13:04

ROVIGO - Una terapia unica, esperimento pilota in Italia. Presso l’Unità operativa complessa di Cardiologia dell’ospedale di Rovigo per il trattamento dello scompenso cardiaco è in uno un particolare pacemaker salvavita. Il “Santa Maria della Misericordia”  si conferma dunque centro di eccellenza nella cura delle malattie cardiovascolari, tra le quali appunto scompenso cardiaco, caratterizzate da gravi conseguenze per la salute dei pazienti. Lo scompenso cardiaco è una patologia in cui il cuore è più debole e conseguentemente pompa meno efficacemente il sangue all’interno dell’organismo e, stando a numeri ed evidenze, rappresenta una condizione molto diffusa: si stima, infatti, che nel mondo oltre 26 milioni di persone siano colpite da questa malattia. In Italia, secondo alcune recenti statistiche, sono circa 1.500.000 le persone che soffrono di scompenso cardiaco, con 170.000 nuovi casi che si registrano ogni anno e quasi 500 ricoveri giornalieri. Per far fronte a questa vera e propria emergenza sanitaria, il servizio di Elettrofisiologia interventistica e cardiostimolazione di Rovigo mette a disposizione dei suoi pazienti diverse tipologie di trattamenti diagnostici e terapeutici, tra cui ad esempio l’impianto di stimolatori cardiaci (pacemaker e defibrillatori) e l’ablazione delle aritmie. Nei pazienti con le indicazioni adeguate viene applicata la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT), che consiste nell’impianto di dispositivi per stimolare meglio il cuore e facilitarne il funzionamento. Nello specifico, la terapia prevede un piccolo intervento chirurgico per l’impianto di un pacemaker: un piccolo dispositivo in grado di stimolare il muscolo cardiaco e re-sincronizzare l’attività elettrica del cuore, migliorando così la sua capacità di pompare il sangue in tutto il corpo.
Recentemente è stata adottato l’impianto di un particolare pacemaker cardiaco, il Quadra Allure Mp™ CRT-P, device ultra tecnologico, messo a punto da St. Jude Medical (ora Abbott), multinazionale statunitense leader a livello globale nella produzione di dispositivi medici. L'unità complessa, diretta dal dottor Loris Roncon, è dotata di 8 posti letto ad alta tecnologia presso la Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) e di 24 posti letto ad alta tecnologia presso il Reparto di Cardiologia con possibilità di monitoraggio cardiaco a distanza (telemetria) ed utilizzo delle recenti applicazioni per la gestione della cartella clinica informatizzata al letto del paziente, tramite rete wireless.
"I dati epidemiologici relativi allo scompenso cardiaco indicano che ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza sanitaria - spiega il dottor Francesco Zanon, direttore del Servizio di Elettrofisiologia - ed è per garantire il miglior percorso terapeutico alle persone colpite da questa patologia, che l’equipe medica dell’UOC di Cardiologia di Rovigo, si è dedicata all’impianto di un pacemaker in grado di erogare multipli impulsi a ogni ciclo cardiaco, migliorando così la risposta emodinamica e clinica".
Lo stimolatore cardiaco viene impiantato appena al di sotto della cute, vicino alla clavicola. Gli elettrocateteri, invece, sono dei cavi sottili inseriti nel cuore attraverso una vena che collegano lo stimolatore cardiaco al cuore; questi rilevano il ritmo cardiaco naturale del paziente e trasmettono questa informazione allo stimolatore, che adatta la sua risposta a seconda delle necessità ed emette una serie di impulsi che stimolano il cuore riportandolo a un ritmo regolare. L’apparecchio è dotato anche di un sistema di monitoraggio a distanza che controlla costantemente le condizioni di salute, offrendo l’opzione di avviso sia al paziente sia al medico. Il pacemaker, che ha una longevità di 8,2 anni di vita utile, può inoltre essere programmato per offrire un riassunto dei dati diagnostici giornalieri per un periodo di tre mesi, oppure settimanali o giornalieri per un periodo di un anno. Infine, programmando il dispositivo in questione è possibile comunicare agli ambulatori eventuali superamenti dei valori programmati o dell’eventuale durata continuativa di episodi che richiedono l’intervento di uno specialista.

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