17/05/2022

LEONE DI SAN MARCO

Bandiera veneta, è scontro tra Governo e Regione

Bandiera veneta, è scontro tra Governo e Regione

25/09/2017 - 14:30

VENEZIA – Dopo il braccio di ferro sui vaccini obbligatori, lo scontro Roma-Venezia si sposta sul terreno del Leone di San Marco. Sì, perché è proprio questo il casus belli che vede ancora una volta la nostra Regione presieduta dal governatore Luca Zaia ed il governo guidato dal premier Paolo Gentiloni uno contro l'altro a darsi battaglia a colpi di ricorsi. Tutto parte dalla legge regionale approvata lo scorso 29 agosto che prevede l'obbligo di esporre la bandiera veneta in tutti gli uffici pubblici (insieme a quella italiana e dell'Unione europea) prevedendo delle sanzioni, dai 100 ai mille euro, per chi fosse contrario. In pratica, la Regione, in piena campagna elettorale in vista del referendum consultivo per l'autonomia del Veneto che si terrà il prossimo 22 ottobre, ha stabilito che scuole, ospedali, tribunali, caserme, prefetture e via dicendo, devono mettere bene in vista il vessillo del Leone di San Marco. Ma questo tipo di obbligo al governo di Roma non è proprio andato giù tant'è che il Consiglio del ministri di sabato 23 settembre ha deciso di impugnare la legge regionale in questione avanti la Corte costituzionale. Eventualità che, comunque, era stata prevista dall'ufficio legislativo regionale che infatti, non a caso, aveva espresso un parere negativo sull'obbligatorietà dell'esposizione della bandiera veneta mettendo addirittura in guardia la giunta Zaia sull'illegittimità del provvedimento. Ma a quanto pare, il parere dell'ufficio legislativo non ha mosso di un millimetro la Regione. La norma, infatti, una volta sbarcata in consiglio, è stata approvata con 31 voti favorevoli, 6 contrari e un astenuto. Così, puntualmente, è arrivato il ricorso del Governo. E se il presidente Zaia bolla l'atto del governo come “una decisione assurda”, ecco che anche all'interno del “suo” consiglio regionale si leva qualche voce contraria. In primis quella del consigliere regionale polesano Graziano Azzalin (Pd) che usa parole dure contro il governatore: “È uno dei tanti provvedimenti inseriti nella legge sull’utilizzo dei simboli della Regione - dice - un provvedimento fatto ad hoc per inasprire ulteriormente i rapporti con il Governo. È uno dei punti più bassi di una legislatura tutta orientata al referendum, la Regione si sta trasformando in un Comitato elettorale della Lega e di Luca Zaia. Che il Governo impugnasse il provvedimento sulla bandiera era prevedibile come il Natale che arriva il 25 dicembre. Anche l’Ufficio legislativo del Consiglio aveva avvisato la maggioranza che, invece, complice il sempre più fazioso presidente Ciambetti, ha tirato dritto”.

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