18/05/2022

REFERENDUM AUTONOMIA 

Munerato in campo per il "sì": "E' il bene dei veneti"

Munerato in campo per il "sì": "E' il bene dei veneti"

22/09/2017 - 14:07

ROVIGO - Il partito è cambiato ma lo spirito padano è sempre lo stesso. Per questo motivo la senatrice ex Lega Nord e dal 2015 nel partito di "Fare! Con Flavio Tosi" Emanuela Munerato si schiera dalla parte del "sì" in vista del referendum consultivo per l'autonomia del prossimo 22 ottobre voluto dal governatore Luca Zaia. "Andiamo tutti a votare il prossimo 22 ottobre e votiamo sì. Facciamo sentire la voce del popolo veneto con tutto il nostro orgoglio”. Così Munerato suona la carica "perché i 'sì' vincano a mani basse" (la consultazione deve inoltre raggiungere il quorum in Veneto mentre in Lombardia non è previsto). “Solo così - spiega la senatrice - la nostra regione e, allo stesso modo, la Lombardia avranno tutte le carte in regola per rivendicare una maggiore autonomia allo Stato italiano. Ma non è solo una questione di orgoglio. In gioco ci sono ragioni molto più concrete che rappresentano per i veneti ed i lombardi una vera e propria svolta che si determinerà su più fronti: sociale, economico, scolastico e sanitario, per citarne alcuni”.
Per la senatrice di Fare!, la vittoria del "sì" "significa il bene dei veneti e dei lombardi e guarda al futuro con la consapevolezza di avere il diritto di stare meglio” ed è pronta a scendere in campo partecipando attivamente alla campagna referendaria con un comitato polesano che lei stessa ha contribuito a lanciare.
“Sono anni - rimarca - che Veneto e Lombardia subiscono veri e propri schiaffi in faccia da parte dello Stato. L'ultimo, il più recente, riguarda la decisione presa dal presidente della commissione vigilanza Rai Roberto Fico di negare lo spazio informativo pubblico ai nostri cittadini. Come hanno riportato alcuni organi di stampa nazionale la Commissione non approverà una specifica delibera per disciplinare la campagna informativa referendaria 'in considerazione del numero di cittadini interessati dalla consultazione'. Siamo alla follia o, più che altro, all'oscurantismo: 15 milioni di cittadini delle due regioni ritenute la locomotiva d'Italia, il 25%, ovvero un quarto dell'intera popolazione nazionale, che garantisce il 32% del Pil complessivo, non hanno il diritto, secondo la Commissione di vigilanza Rai, ad essere adeguatamente informati sul referendum dalla tv di Stato alla quale, tra l'altro, pagano il canone”.
E conclude: “Le nostre richieste di una maggiore autonomia politica ed amministrativa non possono essere ignorate, fa parte della democrazia, parola che tanti sono bravi a sbandierare ma poi, nei fatti, pare siano in pochi capaci di praticare. Basta guardare a quello che sta accadendo in Catalogna, al caos che si è prodotto quando lo Stato ha deciso di negare la richiesta di referendum, in quel caso per l'indipendenza, voluta dall'85% del popolo catalano. Noi, invece, siamo per la democrazia che, inevitabilmente, porta con sé il diritto dei popoli di autodeterminarsi e, quindi, di decidere del proprio futuro”.

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