22/05/2022

TUTTI IN CLASSE

Prima campanella per 28mila studenti polesani

Prima campanella per 28mila studenti polesani

13/09/2017 - 15:07

ROVIGO - La campanella ha suonato stamattina, 13 settembre, in tutti gli istituti scolastici del Polesine: 28mila gli studenti polesani tornati tra i banchi di scuola assieme a circa 2100 insegnanti. In particolare, ad entrare in classe sono stati 26.100 studenti delle scuole pubbliche polesane e circa duemila delle scuole paritarie (dei quali un migliaio solo nel capoluogo). L'emozione più grande si respirava, come ogni anno davanti alle scuole elementari per il primo ingresso a scuola dei più piccini, ma almeno per oggi, un po' in tutti gli istituti l'aria era di festa. A varcare la porta delle scuole di Rovigo anche uno studente d'eccezione, il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, in tour nei diversi istituti per portare il suo saluto, dalla scuola dell'infanzia Sant'Antonio al liceo Roccati passando per la scuola primaria Maini di Borsea e la scuola secondaria di primo grado (ovvero scuola media) Riccoboni nel quartiere San Pio X. "Inizia un nuovo anno scolastico e un nuovo capitolo della vostra vita - ha detto il primo cittadino ai ragazzi - E permettetemi un piccolo compito per casa, già il primo giorno di scuola. Apprendo con preoccupazione che il bullismo e il cyberbullismo spesso vi riguardano troppo da vicino. Parlatene, perché non c’è nulla di più sbagliato dell’essere presi in giro con violenza e cattiveria. Troverete sicuramente una mano tesa pronta ad aiutarvi: nelle vostre famiglie, nei vostri insegnanti, nei vostri dirigenti scolastici, nelle società sportive o nelle parrocchie che frequentate. Essere tutelati e protetti è un diritto di ognuno di voi. Fatelo valere". Dopo i primi momenti di entusiasmo per rivedere amici ed insegnanti, a fare sentire la loro voce sono stati i ragazzi della Rete degli Studenti Medi, puntando il dito contro la precarietà degli edifici scolastici e i costi elevati per le famiglie. “Vogliamo, fin dal primo giorno di scuol­a, fare luce sulle condizioni in cui gli studenti si trovano quotidianamente, ri­spetto alle quali la politica si dimostra sorda da troppi an­ni - ha spiegato la portavoce Anna Tesi - Chi torna a scuo­la oggi, vive un per­icolo concreto: la messa in sicurezza de­lle scuole, soprattu­tto alla luce di un anno tormentato da scosse di terremoto e calamità naturali, come ci ha ricordato la giornata di dome­nica 10 e la situazi­one critica vissuta a Livorno, deve esse­re una priorità: allo stanziamento di fo­ndi deve seguire un monitoraggio continuo e attento delle co­ndizioni delle strut­ture scolastiche. Si aggiunge poi la tot­ale assenza di finan­ziamenti per il diri­tto allo studio, mot­ivo per cui il costo della scuola, anche per le famiglie in estrema difficoltà, supera i mille euro annui a studente, tra libri di testo, tr­asporti e corredo sc­olastico". La leader della Rete ha anche aggiunto: "La scuola deve esse­re luogo di cultura e sapere aperto e in­clusivo in un mom­ento in cui l’altern­anza scuola lavoro, ormai obbligatoria da due anni per gli studenti, così come proposta dalla legge 107/2015, evidenzia i suoi limiti, e le cui storture non sono certo più giustifi­cabili dietro alla retorica della novità, ancora in attesa di uno statuto che sia garante del rispet­to dei nostri diritt­i, vogliamo essere ascoltati e coinvolti in un complessivo ripensamento della sc­uola, dai metodi di didattica alternativ­a, come la stessa al­ternanza scuola lavo­ro, all’innalzamento dell’obbligo scolas­tico e la riforma dei cicli scolastici, al numero chiuso e all’accesso all’unive­rsità.”

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