16/05/2022

EX PISCINA

Menon e Brusaferro: “E' stato fatto il possibile per evitare il peggio?”

Menon e Brusaferro: “E' stato fatto il possibile per evitare il peggio?”

13/09/2017 - 18:29

ROVIGO - “E’ stato fatto e si sta facendo davvero tutto, per evitare il peggio?”. E' questa la domanda (retorica) che il consigliere comunale Silvia Menon, presidente della commissione d'inchiesta sul caso Baldetti e l'ex assessore Michele Brusaferro, vicepresidente della stessa (commissione), pongono al presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù, sindaco ai tempi in cui è stata firmata la convenzione che riguarda la cessione ai privati dell'ex piscina Baldetti in cambio della realizzazione del nuovo polo natatorio. Sono proprio Menon e Brusaferro, nei giorni in cui Palazzo Nodari trema per via della questione Fattoria, ad entrare a gamba tesa sulla maggioranza con l'altra “patata bollente” che pende sul Comune come una spada di Damocle. La vicenda Baldetti rischia infatti di ridurre il Comune sul lastrico per via di un conto da circa 10 milioni di euro da pagare ai privati (1,4 milioni a Veneto Nuoto per il “lodo Baldetti” e 8,5 milioni a Unipol Banca per un mutuo delle imprese surrogato dal Comune). “Spiace - incalzano - aver letto affermazioni mistificatorie sulla questione Baldetti e sul lavoro della Commissione di inchiesta nominata con delibera del 24 settembre 2013. Ben sa il presidente Avezzù, che uguale carica ricopriva nel 2013, che il presidente Menon ed il vicepresidente Brusaferro hanno rinunciato all’emolumento dovuto per la commissione. Ben sa il presidente Avezzù che la commissione ha evidenziato a chiare lettere il potere deflagrante della clausola penale, sia per la mancanza di un tetto massimo, sia perché eccessivamente gravosa soprattutto se confrontata con la penale per l’eventuale ritardo dei privati nella realizzazione dei lavori. Ben sa il presidente Avezzù che la commissione ha evidenziato a chiare lettere il potere potenzialmente micidiale della surroga con la banca finanziatrice nel caso di inadempimento del concessionario (se i Privati non pagano i loro mutui, dovrà essere il Comune a pagarli). Proprio per tale segnalazione, chi di competenza - proseguono - avrebbe dovuto verificare immediatamente se i privati pagavano regolarmente o fossero inadempienti. E’ stato fatto?”. E non finisce qui: “Stupisce che a seguito della diffida di UnipolBanca, risalente ad ottobre 2014 e da cui emergeva l’inadempimento di Veneto Nuoto nel pagare i finanziamenti, il Comune non abbia invocato la decadenza ex articolo 23 della Convenzione, interrompendo immediatamente l’erogazione dei canoni in favore di Veneto Nuoto. Come stupisce che, nonostante tutte le questioni fossero tutte ben note alla nuova giunta, ugualmente siano state accettate anche delle modifiche al progetto iniziale. Tale opportunità, avrebbe dovuto essere un carico da novanta in una ipotetica soluzione transattiva”, tuonano all'unisuono la Menon e Brusaferro. Quindi le conclusioni: “A distanza di due anni si afferma che dovrà essere pagato tutto, senza, peraltro, tener conto che la penale potrebbe essere messa in compensazione con Veneto Nuoto a causa del debito preteso da Unipol Banca. E ci domandiamo: le dovute verifiche da parte del Comune sull’adempimento di Veneto Nuoto con la banca erano state fatte? Perché non è stata invocata la decadenza dei privati?”. Tutte domande in attesa di una risposta.

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