17/05/2022

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Ater, tra manutenzioni e piani di reinvestimento

Ater, tra manutenzioni e piani di reinvestimento

09/09/2017 - 15:35

ROVIGO – Sul caso della graduatoria comunale per l'assegnazione degli alloggi pubblici a Rovigo, l'Ater provinciale interviene per dire la sua. E lo fa con una nota firmata dal commissario straordinario dell'ente, il leghista Guglielmo Ferrarese, in cui spiega nel dettaglio la situazione delle abitazioni che ha in gestione, tra interventi di manutenzione, Piani di vendita e di reinvestimento, appalti e assegnazioni. Con, in più, una sottolineatura polemica nei confronti dei Comuni relativa alla gestione delle graduatorie. Andando con ordine, il commissario Ferrarese precisa che “l’Ater Rovigo dal 2015 ad oggi ha predisposto un programma di manutenzione per oltre 316 alloggi sfitti di cui oltre un centinaio sono già stati consegnati agli inquilini. Gli altri sono in corso di appalto e lavori e si prevede che saranno ultimati entro un semestre. Un’altra parte degli alloggi non locati rientra nel Piano di vendita in quanto fa parte di fabbricati in proprietà mista e sfitti da parecchi anni. Non appena sarà approvata la nuova legge regionale di riforma delle Ater verranno avviate le procedure per la vendita all’asta dei suddetti immobili. I rimanenti sono gli alloggi che nella media vengono annualmente liberati dagli inquilini (naturale turn over) e che rientreranno nei programmi di investimento dei finanziamenti già in corso di esame”. A questi dati, Ferrarese aggiunge che “nelle prossime settimane sarà varato il Piano di reinvestimento dei proventi delle vendite del Piano straordinario 2016” che vale poco meno di 1,7 milioni di euro. In questo modo “il numero degli alloggi sfitti diminuirà ulteriormente”. Non solo: con questi numeri, il commissario si libera da responsabilità che non solo imputabili alla sua gestione : “Risulta quindi – precisa - che il numero di alloggi sfitti risale a una situazione precedente al commissariamento (avvenuto ad inizio novembre 2015, ndr). Risulta anche che l’Ater ha avviato una politica che consente il soddisfacimento di un maggior numero di domande utilmente collocate in graduatoria”. E qui si innesta la polemica con i Comuni: “E’ noto - afferma - che le graduatorie sono formulate sulla base di bandi approvati dai singoli Comuni la determinazione dei punteggi e la priorità di assegnazione non è quindi responsabilità dell’azienda ma di ciascun Comune. Alcuni sindaci hanno attribuito punteggi di maggior tutela nei confronti dei cittadini italiani e di conseguenza si ritrovano una minor percentuale di stranieri in graduatoria. Sarebbe opportuno che fosse l’Ater a predisporre una unica graduatoria a livello provinciale che permetterebbe di eliminare diversità all’interno del territorio. E’ evidente che un più stretto rapporto fra Ater e Comune potrebbe agevolare e velocizzare alcune procedure sia in materia di assegnazione che di gestione dei contratti di affitto”.

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