17/05/2022

ISTRUZIONE E RIEDUCAZIONE

Studenti e carcerati insieme sul palcoscenico

Studenti e carcerati insieme sul palcoscenico

08/09/2017 - 07:38

ROVIGO - Messaggi forti ed emozionali per educare ragazzi delle superiori e carcerati. Questo lo scopo del progetto "Teatrando: giovani e scuola in scena", la cui referente è l’insegnante di lettere polesana Manuelita Masìa. Un progetto che ormai si porta avanti nelle carceri del Veneto (in primis quelle di Rovigo, ma si fa anche tappa a Venezia, Padova, Verona e Vicenza), dove i ragazzi delle scuole superiori sono chiamati a recitare pièce teatrali di livello, seguiti da registi e staff di assoluta professionalità. Il prossimo appuntamento sarà in ottobre, con i ragazzi del liceo scientifico Cornaro di Padova, con la replica dello spettacolo dedicato ai migranti e ai flussi migratori. Ma i temi toccati sono tanti: si è portato in scena il Malato Immaginario di Molière, invitando i detenuti a portare anche le loro esperienze in tal caso, o si è calcato il palcoscenico con lo spettacolo “Filomena Marturano” di Eduardo De Filippo affrontando il tema della famiglia e degli affetti. Temi cari ai carcerati: al termine di ogni rappresentazione teatrale si è sviluppato un dibattito costruttivo. “Il teatro deve far riflettere - spiega Manuelita Masia - Abbiamo notato che sia i ragazzi sia i detenuti reagiscono in maniera entusiasta davanti a questo progetto che ormai compie 10 anni. Si tratta di un percorso di formazione e crescita che sta per essere ufficializzato con la sottoscrizione del protocollo d’intesa con il Prap (Provveditorato regionale amministrazione penitenziaria). Inoltre stanno per partire anche dei laboratori teatrali per gli stessi carcerati, che trovano nella messa in scena il risvolto umanistico ed emozionale che spesso manca nelle case circondariali”.

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