17/05/2022

PORTO D'ARMI BYE BYE

Vita dura per i cacciatori violenti

Vita dura per i cacciatori violenti

07/09/2017 - 16:36

ROVIGO - Due richieste di porto d'armi negate e una licenza sospesa: vita dura per i cacciatori che risultano coinvolti in procedimenti penali in relazione ad atti di lesione o violenze. La Questura di Rovigo, in questi giorni, ha infatti negato a due 50enni residenti in provincia il porto del fucile da caccia, dopo avere scoperto che uno di loro pendeva un procedimento per maltrattamenti in famiglia, mentre sull'altro una condanna per lesioni, provocate in seguito ad una lite. Ad un terzo polesano, invece, il porto del fucile è stato sospeso in quanto il 59enne ha in corso un procedimento con la moglie per il reato di maltrattamenti in famiglia. Secondo la legge le autorizzazioni per il porto del fucile da caccia viene negato a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione e a chi è sottoposto all'ammonizione o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza. Non può essere concessa la licenza di portare armi inoltre a chi ha riportato condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione; a chi ha riportato condanna a pena restrittiva della libertà personale per violenza o resistenza all’autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico; a chi ha riportato condanna per diserzione in tempo di guerra, anche se amnistiato, o per porto abusivo di armi.

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