20/05/2022

PERIODO NERO

Malaria dopo i vaccini: sanità ancora nella bufera

Malaria dopo i vaccini: sanità ancora nella bufera

07/09/2017 - 15:50

ROVIGO – Ci mancava solo la malaria ad aggiungere ulteriore scompiglio alla situazione in cui (già) versa la sanità veneta. In questi giorni, infatti, Palazzo Balbi ha dovuto far fronte a tante e delicate questioni come obbligo vaccinale, anno scolastico alle porte, moratoria di due anni sui vaccini e successivo muro contro muro con il Governo Gentiloni e ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Sì, perché l'indagine sulle cause precise della morte per malaria della bambina di 4 anni avviata dalla Procura di Trento si è allargata anche alla nostra Regione. Proprio in Veneto, infatti, la bimba era stata in vacanza con i genitori a Bibione e aveva passato un periodo di ricovero in ospedale a Portogruaro. Gli inquirenti, che in queste ore sono impegnati a ricercare le cause della malattia (in attesa dell'esito dell'autopsia che aiuterà a far luce su come l'abbia contratta), non escludono alcuna ipotesi compresa quella che la piccola abbia contratto la malattia mentre si trovava proprio nella nostra Regione. Del resto, stando alle dichiarazioni degli esperti, il periodo di incubazione della malaria sarebbe compatibile con il periodo in cui la bimba si trovava in terra veneta. Nel frattempo, mentre infuria una vergognosa polemica montata ad arte dai tanti “laureati all'università della vita su Internet” con il contributo di alcuni organi stampa nazionali che, al di là delle rassicurazioni degli esperti (infettivologi, immunologi in primis), vedono a tutti i costi una correlazione tra la presenza dei migranti e la malaria, il Veneto sui vaccini, (l'altro tema “forte” che scatena i più accaniti “Napalm 51” di crozziana ispirazione) si taglia la faccia da solo. Come? Con la decisione presa dal governatore Luca Zaia alcune ore fa, ovvero ritirare il decreto di moratoria di due anni per l'applicazione delle norme sui vaccini. Una soddisfazione per il ministro Lorenzin (e pure per l'Ordine dei medici nazionale) e una magra figura per il Veneto che così si adegua alle disposizioni del Governo in attesa che il Consiglio di Stato (al quale Zaia ha annunciato ricorso) valuti un quesito sui tempi di applicazione per le iscrizioni dei non vaccinati da 0 a 6 anni negli asili nido e scuole dell’infanzia.

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