22/05/2022

LOTTA ALLA POVERTÀ

Reddito di inclusione, Rovigo fa scuola al Governo

Reddito di inclusione, Rovigo fa scuola al Governo

03/09/2017 - 17:15

ROVIGO - Il contrasto alla povertà passa anche attraverso iniziative di inclusione lavorativa e sociale rivolte alle persone in difficoltà. E una volta tanto il nostro Comune ha fatto scuola al Governo e al Paese. Sì, perché nei giorni scorsi il governo guidato da Paolo Gentiloni ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che introduce a partire dall'1 gennaio 2018, il Reddito di inclusione (Rei) quale misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale. Ma, al di là dei dettagli dell'iniziativa nazionale, a Rovigo uno strumento simile è stato adottato da tempo. Si tratta del progetto "Rui”, ovvero Reddito di ultima istanza, avviato per la prima volta nel 2004. Si tratta di un intervento di sostegno al reddito finalizzato al recupero ed al reinserimento sociale o lavorativo delle fasce socialmente deboli, avviato in collaborazione con la Regione Veneto. Rovigo ha fatto da vero e proprio apripista in questo caso dal momento che il nostro Comune è stato affidatario del progetto pilota al quale la Regione ha concesso un contributo di 120mila euro. Concluso il progetto (agosto 2005), il Comune ha proseguito con propri fondi fino a dicembre 2005. Nel 2006, poi, ha presentato una proposta per continuare la sperimentazione, visto che le azioni intraprese si sono dimostrate efficaci. Dello stesso avviso la Regione Veneto, che ha infatti assegnato un contributo di 80mila euro per la realizzazione del progetto. Del Reddito di ultima istanza, nel 2004 beneficiarono 186 persone con gravi problemi di reddito e di marginalità sociale (disoccupati di lungo periodo, senza fissa dimora, ex tossicodipendenti), che, a fronte di un contributo economico mensile sui 300 euro per sei mesi, sono state coinvolte in progetti di inserimento e impegno sociale organizzati dal Comune in collaborazione con le associazioni del volontariato e del Terzo settore. Dunque, il progetto, dimostratosi più che valido, è stato non solo rinnovato ma anche esteso dalla Regione Veneto alle altre province con consistenti finanziamenti. Tanto che, nel dicembre 2015, anche a Rovigo l'iniziativa è stata rinnovata per tre anni e “battezzata” con il nuovo nome di “Reddito di inclusione attiva” (Ria) per la quale la Regione ha impegnato quasi 127mila euro di finanziamento ai quali si sono aggiunti altri 50mila euro dalla Fondazione Cariparo.

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