16/05/2022

IN MEMORIA DEL SINDACO PARTIGIANO 

Mantovani, se ne va il paladino dei deboli

Mantovani, se ne va il paladino dei deboli

28/08/2017 - 12:15

Riceviamo e pubblichiamo integrale questo contributo dell'ex assessore provinciale Guglielmo Brusco che scrive della morte di Gino Mantovani, per un quarto di secolo sindaco di Ceneselli, spentosi a 96 anni di età e i cui funerali con rito laico sono fissati martedì 29 agosto alle ore 10 davanti al municipio.

Il 26 agosto 2017, all’ospedale San Luca di Trecenta, è morto Gino Mantovani, per 25 anni (dal 1950 al 1975), sindaco del Comune di CeneselliGino Mantovani, partigiano,  iscritto al Partito Comunista Italiano dal 1943, ha rischiato più volte la vita per cercare insieme ai suo compagni partigiani di riconquistare la libertà e la democrazia.

Sposato con Aida, con le figlie Bice e Kira, ha gettato le radici per una famiglia che si è arricchita dei nipoti Anna, Serena, Andrea, Marco e Guido. E’ stato un amministratore che si è caratterizzato per la sua vicinanza ai ceti più deboli del suo comune (e non solo), mettendo in pratica le sue idee politiche grazie a delibere comunali rivolte ad aiutare i suoi compaesani meno fortunati.

Un esempio di tutto questo è in una lettera  inviata a persone iscritte nell'elenco dei poveri, nella quale comunicava che la Prefettura aveva disposto la sospensione del sussidio mensile "in conseguenza delle misure anticongiunturali messe in atto dal Governo, che mirano a far pagare ai poveri le spese della difficile situazione  economica del paese". 

Per questo motivata critica, veniva condannato dal Pretore di Ficarolo, quale responsabile del reato di eccitamento al dispregio delle istituzioni. Noi crediamo invece che Gino avesse ragione e che il non rispetto delle istituzioni sia da ricercare sempre non tra chi difendi i più deboli, bensì tra i troppi disonesti che avvelenano la politica italiana e tra le istituzioni che non vigilano adeguatamente sul corretto uso del denaro pubblico. 

Gino Mantovani ebbe un grande ruolo anche nel difendere la propria popolazione in occasione dell’alluvione del 1951nelle lotte bracciantili e per avere più servizi pubblici a CeneselliIscritto a Rifondazione Comunista dal 1991, ha sempre messo la sua esperienza al servizio di tutti, senza schematismi che impedissero a chiunque di ottenere risultati positivi derivanti dal patrimonio di conoscenze che lui aveva. Esempio di tutto questo, il profondo rispetto reciproco tra lui e il parroco don Mario Giulianatti che addirittura gli disse “Vai avanti per la strada che hai intrapreso che è quella giusta”. 

Nato il 30 luglio del 1920, dopo aver frequentato le elementari era stato spedito dal regime fascista a fare la guerra in Jugoslavia: quest'esperienza fu la base delle sue prime riflessioni sulla guerra non difensiva, bensì di conquista ed oppressione e del diritto degli oppressi a difendersi.

A Gino Mantovani e a tutti i suoi famigliari, un pensiero da parte dei comunisti e di tutti i polesani che amano la giustizia e la libertà. 

Guglielmo Brusco

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