17/05/2022

"MADE IN POLESINE"

Birra artigianale, mercato in espansione

14/08/2017 - 08:02

ROVIGO - La birra artigianale, un vero e proprio mondo in espansione che sta conquistando sempre più mercato a scapito della birra di produzione industriale. E di conseguenza continuano a fiorire microbirrifici, anche nella provincia di Rovigo, che producono birre dai sapori e dai profumi ricercati e particolari. 

Era il 1996 quando in Italia sono nati i primi sei birrifici artigianali: il birrificio Lambrate, il birrificio Italiano, Baladin, Centrale della birra, birrificio Beba e Mastro Birraio. Prima di allora, infatti, la birra era solo un prodotto industriale: gusti standard prodotti in stabilimenti enormi, spesso abbinati a un mercato internazionale. Nel 1996 quindi alcuni mastri birrai decidono di scommettere sulla loro passione, aprendo di microbirrifici con produzioni non pastorizzate e personalizzate. 

Una scommessa riuscita: l’idea è subito piaciuta al mercato e già nel 2006, dieci anni dopo, i birrifici artigianali in Italia sono diventati 120. La passione cresce, come il ritorno commerciale, e si assiste a un vero e proprio boom: oggi i microbirrifici in regola sono più di 1300 (secondo microbirrifici.org addirittura 1405. ma in questo settore il turn over tra aperture e chiusure è molto alto). Secondo i dati di Assobirra il consumo nazionale di birre artigianali è del 4% (su una media di consumo di 29,5 litri a persona), ma secondo altre associazioni si attesta attorno al 12%: la diatriba è aperta, anche perché il peso dei microbirrifici inizia a spaventare sempre più il mondo industriale. A ciò si aggiunga anche il fenomeno delle produzioni domestiche, in continua espansione.

Cosa piace delle birre artigianali? Il fatto che ognuna abbia un proprio sapore e dei propri sentori olfattivi, che non si segua una ricetta precisa, ma ogni mastro birraio sia libero di formare la propria creatura, proprio come uno chef in cucina, sperimentando spezie e aromi.

Anche in Polesine esistono due birrifici artigianali in costante crescita: Rattabrew, di Lendinara, nato nel 2013, e 1058, di Canaro, nato quasi due anni fa. Entrambe le realtà stanno ottenendo grandi soddisfazioni, non solo dal consumo dei privati, ma anche dalla scelta commerciale effettuata da ristoranti, pub e bar, sempre più orientati verso una birra artigianale.

Rattabrew è gestita da Mirko Borghesan con il supporto di due imprenditori che hanno sostenuto il suo innovativo progetto: Pier Massimo Cavallari e Andrea Muzzi. “Quando mi viene in mente una birra creo subito la ricetta - spiega Mirko Borghesan - Seleziono, malti importati dalla Germania e utilizzo l’acqua dell’acquedotto di Lendinara che va benissimo. Miscelo il tutto con luppoli selezionati, provenienti da ogni parte del mondo in base alla ricetta che voglio seguire, e aggiungo le spezie. Creo quindi il mosto che poi viene fermentato aggiungendo lieviti selezionati proprio qui a Lendinara, dove poi avviene anche l’imbottigliamento”.

“Siamo nati da meno di due anni e stiamo crescendo molto - spiega Luca Bertasi, che insieme a Paolo Garbellini, titolare, e Roberto Cagnatti, gestisce il birrificio 1058 di Canaro - Abbiamo voluto aprire un microbirrificio perché da sempre siamo appassionati di birra. Prima la producevamo in casa, per nostro uso personale: ci siamo resi conto che era davvero buona e abbiamo deciso quindi di metterla a disposizione di privati e attività commerciali. Oggi produciamo quattro tipologie di birra: hell, Bohemian Pilsner, Boch e Marven, tutte a bassa fermentazione. Produciamo tutto all’interno dell’azienda agricola di Canaro, anche l’orzo, solo i luppoli li importiamo in base al sapore che vogliamo dare alla birra. Siamo molto contenti di questa riscoperta della qualità del prodotto artigianale”.

Un mercato in grande espansione quindi, che lascia spazio alla creatività e alla fantasia, oltre che al professionismo. Un settore in crescita che potrebbe fornire risposte anche a tante problematiche che affliggono il Polesine, come la disoccupazione giovanile e la crisi economica che continua a schiacciare le piccole aziende.

Caterina Zanirato

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