20/05/2022

CALDO AFRICANO

Ci siamo, arriva Lucifero: 2 e 3 agosto da bollino nero 

Tutta la pianura centro-orientale in allerta: ieri a Ferrara toccati 43 gradi 

01/08/2017 - 14:50

 ROVIGO – La nuova ondata di caldo di questa estate 2017 è arrivata. Lucifero, l'anticiclone africano, da qualche giorno ha fatto innalzare vertiginosamente le temperature e quelli che stiamo vivendo, non solo qui in Polesine ma un po' in tutta Italia, sono giorni a dir poco infernali. A tal proposito, il Ministero della Salute ha diramato i bollettini relativi alle ondate di calore e per i prossimi due giorni, ovvero mercoledì 2 e giovedì 3 agosto E tra le città da bollino rosso ha inserito sia Bologna che Venezia. Va da sé che la provincia di Rovigo, territorio compreso tra questi due capoluoghi, risentirà notevolmente del caldo torrido. Basti pensare che già ieri, lunedì 31 luglio, la vicina Ferrara boccheggiava sotto i colpi delle temperature arrivate a superare i 43 gradi. A risentire di più del caldo “luciferino” è infatti l'intera zona della pianura centro-orientale. Tant'è che che il Ministero, insieme ai bollettini meteo, ha divulgato anche i consigli utili per prevenire gli effetti del caldo sulla salute ed ha attivato il numero 1500, un servizio gratuito a cui telefonare che fornisce alla popolazione informazioni sui i rischi per la salute causati dalle ondate di calore, consigli e raccomandazioni su come prevenirli e indicazioni sui servizi socio-sanitari a cui rivolgersi, nonché informazioni aggiornate sui bollettini meteoclimatici.
Dal canto suo, la Regione Veneto ha dichiarato lo stato di allarme climatico ed ha attivato alcuni numeri verdi da contattare per segnalare eventuali emergenze di disagio fisico e altre emergenze che fanno capo alla Protezione civile. È attivo il numero 800462340 in collaborazione con il servizio telesoccorso e telecontrollo e il numero 800990009 per le segnalazioni di competenza della sezione Protezione civile. Le raccomandazioni per affrontare l'innalzamento della colonnina di mercurio al meglio sono contenute nel decalogo del Ministero e consigliano di: indossare un abbigliamento adeguato e leggero, rinfrescare l'ambiente domestico e di lavoro, ridurre la temperatura corporea con docce e bagni tiepidi e bagnando viso e braccia con acqua fresca, ridurre il livello di attività fisica, uscire di casa nelle ore meno calde della giornata, lavorare all'aperto senza rischi, bevendo molto per compensare le perdite di liquidi, indossando un abbigliamento leggero ed utilizzando creme con filtri solari, bere con regolarità ed alimentarsi in maniera corretta, adottare alcune precauzioni quando si utilizza l'automobile, lasciando aperti gli sportelli per un po' prima di salire soprattutto se l'auto è stata esposta al sole, conservare correttamente i farmaci ed infine adottare le dovute precauzioni in caso di persone a rischio.
Nel frattempo, in attesa che il termometro torni a scendere, l'Ulss 5 polesana, azienda sanitaria della provincia di Rovigo, ha fatto sapere che ogni pomeriggio fino al fine settimana diramerà un bollettino sulla situazione sanitaria con i dati delle divisioni di Pronto soccorso e 118 Suem relativi agli effetti del grande caldo. Ma Lucifero non picchia duro solo sui cittadini: anche il comparto dell'agricoltura soffre il caldo bollente e, con questo, la siccità. Come detto, la Regione Veneto ha dichiarato lo stato di allarme climatico mentre altre sei Regioni italiane hanno chiesto lo stato di calamità per quella che quest'anno è una vera e propria emergenza. Toscana, Lazio, Campania, Emilia Romagna, Calabria e Sardegna hanno avanzato l'istanza nel corso di una riunione con il Ministero delle Politiche agricole.
Il riconoscimento della calamità attiva il fondo di solidarietà nazionale, con strumenti di aiuto che vanno dalla sospensione delle rate dei mutui allo stop al pagamento dei contributi per le imprese danneggiate. A queste Regioni, il senatore padovano Antonio De Poli (Udc) ha aggiunto anche il Veneto affermando: “Il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina attivi il Fondo di solidarietà nazionale per far fronte ai danni causati dalla siccità dove l'agricoltura riveste un ruolo chiave nell'economia”.

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