20/05/2022

SIPARIO SULLE NOTTI JAZZ

Casalini's garden, ultima notte di emozione

01/08/2017 - 15:20

ROVIGO - Serata fuori dall’ordinario ed emozione pura per l’ultimo concerto di venerdì 28 luglio.Ancora una platea gremita, con tutte le sedie disponibili occupate e molti appassionati in piedi – benché la Notte bianca di Rovigo offrisse numerosi altri appuntamenti musicali nel centro storico cittadino – hanno salutato il quarto ed ultimo appuntamento di Jazz nights at Casalini’s garden, rassegna giunta alla quarta consecutiva edizione, ideata nel 2014 dall’indimenticato Marco Tamburini e fortemente voluta anche quest’anno da RovigoBanca e dal Dipartimento Jazz del Conservatorio Venezze, principale motore dell’iniziativa. Due, come di consueto, i concerti offerti gratuitamente nel corso della stessa serata, entrambi con più di qualche motivo di interesse ed assai apprezzati dal numeroso pubblico presente. A rompere ghiaccio, il quintetto guidato dalla cantante Giorgia Sallustio, trentaseienne di origine pugliese, nata e cresciuta a Palmanova e da qualche anno residente a Novara. Ospite speciale, il chitarrista Roberto Cecchetto, fra i maggiori specialisti italiani dello strumento, nonché apprezzato docente del Conservatorio rodigino, così come il batterista della formazione, Stefano Paolini affiancati dal tastierista friulano Rudy Fantin, impegnato sia all’organo hammond che al Fender Rhodes, e la giovanissima ma già affidabile Roberta Brighi, basso elettrico, allieva al Conservatorio di Como di Marco Micheli. Il secondo set ha avuto per protagonista un gruppo inedito e davvero originale, composto da affermati protagonisti del jazz italiano, qui al suo debutto concertistico, dal nome curioso di “aHrìa”, nato dal desiderio del sassofonista Roberto Martinelli e dal pianista Stefano Onorati, entrambi toscani, di trovare un originale punto di incontro fra classica e jazz, attraverso un ritrovato gusto per la melodia che affonda le sue radici nella tradizione del melodramma italiano. La formazione doveva essere un sestetto, ma la forzata defezione del violoncellista Luigi Puxeddu – che probabilmente avrebbe accentuato le componenti classiche del progetto – l’ha trasformato in più tradizionale quintetto, in cui i due jazzisti toscani – entrambi, oltre che specialisti dei rispettivi strumenti, sono pregevoli ed apprezzati compositori – ottimamente accompagnati dalla tromba duttile e brillante di Fulvio Sigurtà, nonché dalla preziosa coppia ritmica formata dal basso elettrico di Riccardo Fioravanti e dalla fantasiosa batteria di Mauro Beggio, che ha ancora una volta si è fatto apprezzare per le qualità del suo originalissimo drumming, capace di equilibrare sostanza ritmica e gusto improvvisativo come pochi altri nel nostro Paese.

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