17/05/2022

AUTONOMIA & VELENI

Referendum, quello spot che non piace

Referendum, quello spot che non piace

26/07/2017 - 15:54

ROVIGO – Un referendum che fa discutere. Non tanto nel merito, sul quale le polemiche già fioccano da mesi, quanto nel metodo. E pensare che la campagna referendaria per l'autonomia del Veneto, tema tanto sbandierato dalla giunta regionale del Veneto guidata dal leghista Luca Zaia, è solamente all'inizio. Il casus belli risale a pochi giorni fa: sul sito istituzionale dell'Ulss 5 polesana, azienda sanitaria della provincia di Rovigo nata dalla fusione tra l'Ulss 18 di Rovigo e l'Ulss 19 di Adria, è comparso un avviso ai naviganti che annuncia in pompa magna in homepage (il banner si trova infatti in posizione centrale sotto ai loghi delle singole Ulss che sono state accorpate) la data del referendum, ovvero il prossimo 22 ottobre, e gli orari di apertura dei seggi elettorali. Notizia di oggi è poi il fatto che la giunta Zaia, che al piano di comunicazione per il referendum sembra abbia destinato 500mila euro, pare abbia intenzione di sfruttare tutti i propri canali per dare la massima diffusione alla consultazione. E per “tutti i canali” si intende anche quelli istituzionali e che quindi, per loro stessa natura, dovrebbero essere al di sopra delle questioni politiche tra le quali rientra invece il tema dell'autonomia del Veneto. In pratica, pare che la Regione abbia invitato tutti i propri dirigenti, funzionari e dipendenti ad inserire il logo ufficiale della consultazione in tutte le loro corrispondenze, sia su carta sia digitali. Un'operazione pubblicitaria, questa, a costo zero per la Regione che comunque, vale la pena ricordarlo, al referendum ha destinato 14 milioni di euro di soldi pubblici. Ad insorgere per questa massiccia campagna di informazione è il consigliere regionale polesano Graziano Azzalin (Pd): “Quello di Zaia è uno sfregio istituzionale gravissimo: ‘invitare’ i dipendenti a inserire l’immagine ufficiale del referendum-truffa del 22 ottobre in tutte le loro corrispondenze, rappresenta infatti una scorrettezza senza precedenti. Evidentemente per il presidente il referendum è come una guerra nella quale ogni mezzo diventa lecito. È invece inaccettabile che le istituzioni vengano piegate e utilizzate per un uso di parte, per una battaglia che Zaia vuol far diventare un plebiscito personale. Tutt’altra cosa rispetto al referendum sulle trivelle, dove il Veneto era tra le Regioni promotrici, ma per il quale il governatore non si è scomodato più di tanto". E non è tutto: Azzalin va giù davvero duro: "Se qualcuno, anche nel mio partito, ha ancora dei dubbi, la risposta è servita. Questa consultazione è un’enorme campagna propagandistica per la Lega e per il governatore, in particolare, che ha dichiarato come questo sia solo l’inizio. Dire sì al referendum significa condannarci alla subalternità rispetto a Zaia, che sta trasformando l’inutilità di questa consultazione in un evento di importanza strategica, sostenuto a colpi di pubblicità ingannevole”.

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