18/05/2022

CASALINI'S GARDEN

Pubblico delle grandi occasioni per la leggenda Oregon

Pubblico delle grandi occasioni per la leggenda Oregon

25/07/2017 - 09:31

ROVIGO - Platea ancora una volta numerosa con tante persone in piedi per il terzo appuntamento delle Jazz Nights at Casalin's Garden. La serata di sabato 22 luglio, premio Marco Tamburini a parte, si caratterizzava come il principale evento della quarta edizione del festival fortemente voluto anche quest’anno da RovigoBanca e dal Conservatorio di Musica F.Venezze, che ha nel suo Dipartimento Jazz il principale motore dell’iniziativa. 

Ospite principale della serata e vera e propria star internazionale della rassegna – come lo fu l’anno scorso il quartetto del chitarrista John Abercrombie – è stato lo storico gruppo degli Oregon, guidato ancor oggi, dopo 47 anni, da due dei suoi storici fondatori, il chitarristapianista Ralph Towner ed il polistrumentista Paul McCandless. La kermesse  era stata aperta invece in modo davvero brillante dal quartetto dell’originale e giovanissimo chitarrista Luca Zennaro, allievo del Conservatorio e già pronto, benché poco più che ventenne, ad andare in studio per registrare il suo primo disco, affiancato dagli stessi collaudati compagni di viaggio che l’hanno sostenuto nell’apprezzato concerto rodigino, ovvero Nicola Caminiti (sax alto), Nicolò Masetto (contrabbasso) e Marco Soldà (batteria). 

Un set apprezzato ed applaudito il loro, perfetto antipasto per il piatto forte della serata, ovviamente rappresentato dall’attesa esibizione dei leggendari Oregon, che hanno richiamato appassionati anche dalle vicine regioni, visto che quella di Rovigo era, insieme a Stresa (19 luglio), l’unica data nel nord Italia ed anche la tappa conclusiva di una lunga tournée europea, servita anche a presentare il loro recentissimo e riuscito album“Lantern”, il trentesimo di un percorso artistico davvero fuori del comune, iniziato nel lontano 1970, il quinto per l’etichetta italiana CAM, successivo all’ottimo “Family Tree”, del 2012, ultimo con il contrabbassista Glen Moore, poi uscito dalla formazione ed il primo con Paolino Dalla Porta, confermatosi straordinario strumentista e suo degno sostituto.

Gli Oregon hanno quindi presentato molti dei brani di “Lantern”, composti per lo più da Towner, alternandoli ad alcuni storici cavalli di battaglia, ben noti ad un pubblico che li segue con passione e fedeltà da quasi mezzo secolo. Un successo, il loro, che coinvolge ormai due intere generazioni di appassionati: il gruppo ha confermato a Rovigo, davanti ad un pubblico particolarmente attento e silenzioso, catturato dalla magia della musica, tutta la sua impareggiabile e florida vitalità creativa. 

Il nuovo lavoro degli Oregon sa fondere bellezze diverse per crearne una nuova, una trama preziosa fatta di atmosfere fantasy e sperimentali – come il brano che gli dà il titolo, Lantern – di giocose e deliziose danze come Dolomiti dance, di momenti più energici e swinganti (Walk the walk, composta da Walker, The glide, di Towner), oppure dolcemente latine, come Not forgottenUn successo largo e caloroso, un bis richiesto ed ottenuto a gran voce, nonostante l’ora tarda, restano il segno tangibile di una serata davvero riuscita, un prezioso regalo per tutti i cultori della buona musica che non se la sono lasciata sfuggire.

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