21/05/2022

Graffio del 25.07.2017

Graffio del 25.07.2017

25/07/2017 - 08:23

A volte mi rilasso leggendo Leopardi. Un poeta gradito a noi gatti sia per il cognome, proprio di una famiglia di parenti felini sia per i temi che trattava (il passero solitario, la quiete dopo la tempesta con tutti quei ghiotti uccelli a cui fare la festa...). E mentre mi stavo godendo la lettura del sabato del villaggio ecco che non una donzelletta ma l’ex assessore Andrea Donzelli vedo avanzare al tramonto: non reca in mano un mazzolin di rose e viole ma la lettera di licenziamento da assessore consegnatagli dal sindaco di Rovigo Massimo Bergamin conosciuto nella Lega come don Rodrigo per la sua conoscenza dello spagnolo e la tendenza a circondarsi di bravi (assessori?).Siede con Paulon e Gianni Saccardin sulla scala del municipio di fronte a me il vecchierello Paolo Avezzù che ricorda di quando indossava lui la fascia tricolore e danzava con Renzo Marangon ed Elia Lubian. Ma grande è lo sconforto dell’ex garzoncello scherzoso Andrea Donzelli e Avezzù può solo dirgli: "Verrà la quiete dopo la tempesta e come a Padova si udranno augelli (uccelli) far festa mentre la gallina (che come insegnavano Cochi e Renato non è un animale intelligente) tornerã sulla via a fare il suo verso: "Via i negri da Rovigo". Questa degli immigrati è una vera fissazione di Bergamin che ha pubblicato una foto di due ragazzi di colore in giro in bicicletta come prova di un'invasione in atto: in realtà don Rodrigo Bergamin voleva suggerire un’altra cosa. Ai negri non vanno consentite le biciclette intere ma solo le... catene. Sia quel che sia, Donzelli se ne va con la macchia di gestire un centro di accoglienza e lascia una città vuota non per le invasioni barbariche ma per la chiusura delle attività economiche del centro. Bergamin ha un maestro che si chiama come lui: Massimo Bitonci che non è il medico del romanzo di Cronin ma l’ex sindaco di Cittadella e Padova. Questi pensava di essere il miglior fico del bigoncio ma era solo Bitonci e ha perso le elezioni. Anche Bergamin pensa di essere come il Re Sole e grida ovunque "Il Comune sono io" mentre i sudditi chinano il capo. Gli oppositori sono divisi tra chi confonde giulietta con ROMEO (dimmi sei tu Romeo il nuovo candidato?!?) e chi avendo sulla casacca 5 stelle pensa di essere un distillato purissimo come Ivaldo Vernelli. Un tempo costui pubblicò una rivista filosofica chiamata Pegaso. Ci fu chi scommise se sarebbe apparso prima il cavallo alato  o il secondo numero della rivista: beh, la scommessa e’ ancora aperta... Guardando questo triste spettacolo non posso che ricordar le parole dell’antico poeta: non ti curar di lor ma guarda e passa. Così tra queste banalità non voglio lasciar annegare il pensiero mio, adocchio una splendida gattina e penso a quando dolce sarà il nostro miagolare...

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