20/05/2022

PROFUGHI

Da Taglio di Po a Stanghella, emergenza senza confini

Da Taglio di Po a Stanghella, emergenza senza confini

22/07/2017 - 09:37

ROVIGO - "Noi i profughi non li vogliamo". Questa la presa di posizione dei cittadini di Taglio di Po, da qualche settimana sul piede di guerra con il prefetto di Rovigo, di fronte all'ipotesi (sempre più concreta) di collocare una cinquantina di richiedenti asilo all'hotel Mancin. "Da qualche parte devo pur metterli - fa presente il prefetto Enrico Caterino -L'accoglienza è un obbligo a cui siamo chiamati ad adempiere Per quanto riguarda la provincia di Rovigo, ho sempre cercato di favorire un'accoglienza diffusa...". E aggiunge: "Se però i sindaci non mi vengono incontro, sarò costretto a seguire la linea degli altri prefetti: prima li invio e poi li avverto". Ma a Taglio di Po i cittadini non ci pensano proprio ad accogliere richiedenti asilo e l'incontro tra autorità locali e prefetto in sala Europa, è stato caratterizzato da toni accesi e accuse pesanti rivolte da alcuni cittadini contro lo stesso prefetto. I tagliolesi sperano in un dietrofront di Caterino, proprio come era successo pochi mesi con l'hotel Lory di Ficarolo. Qui però ila situazione era ben diversa: il prefetto aveva "requisito" la struttura al proprietario, dopo che lo stesso si era offerto all'accoglienza per poi invece cambiare idea (il prezzo a profugo pareva all'albergatore infatti poco conveniente), requisizione poi rientrata in seguito ad una polemica che aveva assunto toni (e visibilità mediatica) addirittura nazionali. Clima difficile anche a Cavanella Po, piccolo centro di 34 (!) abitanti a fronte di più di 100 profughi accolti in una struttura gestita da una cooperativa, il cui fatturato, proprio grazie all'accoglienza, in pochi mesi è cresciuto in modo esponenziale. Ma se in provincia di Rovigo il prefetto incontra i cittadini per capire come e dove accogliere, nella vicina provincia di Padova le cose vanno altrimenti: vedasi l'esempio dell'ex caserma di Bagnoli di sopra, con all'attivo più di 200 richiedenti asilo e un paese ormai all'esasperazione. Ad una manciata di chilometri da Rovigo, c'è poi anche un altro fronte caldo, Stanghella: qui, anche settimana scorsa il sindaco si è ritrovato in paese una quindicina di richiedenti asilo (altrettanti erano già ospiti di un'altra struttura del paese), collocati da una seconda cooperativa in una vecchia abitazione, chiusa da anni e in pessime condizioni strutturali ed igieniche,  inviati dalla prefettura per alleggerire il vicino hub di Bagnoli. Dopo il sopralluogo il primo cittadino ha stabilito di ridurre gli ospiti ad 8, visto gli spazi angusti in in cui erano costretti. Sempre a Stanghella, ieri il sindaco ha reso noti i risultato del sondaggio che chiedeva ai cittadini se aderire o meno allo Sprar, il Sistema di protezione ministeriale dei richiedenti asilo e rifugiati. Risultato? Di circa 5000 abitanti, solo 171 si sono recati in Comune a votare: di questi 158 hanno detto sì all'accoglienza.

Roberta Merlin

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0