21/05/2022

SANITÀ

E Rovigo resta senza camera iperbarica

E Rovigo resta senza camera iperbarica

16/07/2017 - 21:59

ROVIGO - Quanto può essere scomodo e faticoso per un cittadino polesano avere bisogno di cure che comportano uno spostamento in una struttura ospedaliera fuori provincia? La risposta a questa domanda la conoscono bene i cittadini che per la propria salute necessitano di usufruire di una camera iperbarica. L'azienda Ulss 5 polesana, infatti, non ha a disposizione questo tipo di servizio. La conferma arriva dagli uffici della segreteria della direzione generale: gli utenti che ne hanno bisogno vengono dirottati, ad esempio, nelle strutture di Padova o Verona con le quali l'azienda sanitaria della provincia di Rovigo ha un accordo di collaborazione proprio per colmare questa lacuna. Che questo tipo di servizio manchi in Polesine non è certo una novità: nel 2003 era stata annunciata la realizzazione di un centro iperbarico a Rovigo. Alle parole, però, non hanno mai fatto seguito i fatti: a distanza di quasi 15 anni, il Polesine non può ancora contare su questo genere di servizio e gli utenti sono costretti a lunghi spostamenti fuori provincia per le terapie iperbariche con tutti i disagi del caso. A tal proposito, l'ex assessore provinciale Guglielmo Brusco, che sulla necessità di dotare il Polesine di una camera iperbarica era più volte intervenuto, oggi spiega: “Esisteva da un punto di vista strutturale la possibilità concreta di attivare il servizio tant'è che era stato anche individuato il posto per realizzarlo ma, nonostante i miei ripetuti appelli alle forze politiche e ai dirigenti sanitari, il progetto non è mai andato in porto. La camera iperbarica continua a non essere presente in provincia di Rovigo e gli utenti che ne hanno bisogno si spostano a proprie spese”. Era il febbraio 2007 quando Brusco, che già sedeva a Palazzo Celio, sollevò il problema facendosi portavoce della richiesta dell'Atp (l'associazione dei tecnici iperbarici del club sommozzatori di Padova, ndr) di dotare il Polesine di un centro iperbarico. “La proposta - ricorda l'ex assessore - era stata inoltrata all'allora assessore alla sanità della Regione Veneto Flavio Tosi. Nel 2003 era stato annunciato l'avvio del servizio di camera iperbarica anche a Rovigo, dove era già presente dal 1997 una camera di decompressione in viale Porta Po, poi, in seguito all'incidente avvenuto all'ospedale Galezzi di Milano nel 1999 che costò la vita di 11 persone, l'inizio dell'attività venne sospesa. Nel 2004 i macchinari vennero smantellati e la camera iperbarica fu trasportata a Padova. Nel 2005 i pazienti polesani (dell'Ulss 18 e dell'Ulss 19) che utilizzarono la camera iperbarica a noi più vicina, vale a dire quella di Padova, furono in tutto 64 ed effettuarono un totale di 1.479 sedute. Nel 2006 i pazienti salirono a 79 per complessive 1.710 sedute”. Brusco conclude con una amara riflessione: "Questa situazione che si protrae da tempo fa parte della scarsa attenzione riservata alla sanità polesana che si sta indebolendo sempre di più nonostante le oggettive necessità della nostra popolazione. Molto dipende anche da come è stata ridotta la Provincia. Gli attuali rappresentanti di palazzo Celio si sono eletti fra loro e rappresentano solo se stessi, non hanno l'autorevolezza e nemmeno la voglia di impegnarsi per il territorio".

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