20/05/2022

VINO&BUSINESS

"Turchetta" ma non solo: boom di domande in Polesine

"Turchetta" ma non solo: boom di domande in Polesine

11/07/2017 - 07:30

ROVIGO - Il business del vino fa gola anche al Polesine. Dopo il boom registrato nel 2016 in Italia le nuove domande nei primi 6 mesi del 2017 hanno visto anche in Veneto una vera e propria impennata. Prosecco e Pinot grigio le autorizzazioni più richieste: le pratiche hanno infatti sfiorato quota 90mila, a fronte di una disponibilità di 866 ettari in tutto il Veneto. E considerato che nella nostra regione ci sono 86mila ettari di superfici vitate se fossero tutte soddisfatte farebbero raddoppiare in un anno i filari. Il trend locale trova riscontro anche altrove: 8mila in Sicilia ed Emilia-Romagna, 4mila in Toscana e 2mila in Lombardia e Abruzzo. I numero, va detto, vanno oltre le reali ed effettive disponibilità. Dopo il 2016, il Ministero delle Politiche agricole, insieme a Regioni e alla filiera produttiva, provò a introdurre dei correttivi definendo alcune priorità nell’assegnazione dei fondi, come ad esempio i giovani, le produzioni biologiche o le imprese che gestiscono terreni confiscati alla criminalità organizzata. Altro criterio introdotto è quello di riservare il 50 per cento delle nuove licenze alle Pmi viticole. Tuttavia se le domande dovessero essere triple rispetto alle disponibilità scatta la cosiddetta "clausola di salvaguardia" in virtù della quale vengono attribuiti mille metri quadrati a tutti i richiedenti. Anche in Polesine, terra notoriamente dalla scarsa attitudine vinicola, si sta assistendo ad un incremento della produzione. "Molti agricoltori si stanno lanciando verso la riscoperta dei vini autoctoni - spiega il numero uno di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo - C'è stato infatti anche nei primi mesi del 2017 un boom di richieste di autorizzazioni giunte dalla Provincia di Rovigo in particolare relative alla produzione di Pinot grigio, anche nel nostro territorio 'Doc' e vini tipici del Polesine come il Turchetta". A proposito di Pinot grigio: nel corso dell'ultimo Vinitaly ha attirato l'attenzione dei maggiori buyers esteri di Stati Uniti e Cina. "Abbiamo già aziende importanti che hanno investito nel settore - prosegue Giuriolo - come ad esempio La 'Mainarda' di Adria che punta proprio sul Pinot grigio ed altri vini della tradizione locale. Le vigne comunque son destinate ad aumentare anche se l'iter per ottenere le autorizzazioni non è semplice...". La viticoltura in Polesine ha origini antiche anche se la sua diffusione assume una certa importanza dopo le bonifiche del 1400/1500: le varietà coltivate erano per lo più vitigni indigeni allevati nelle classiche forme in volume di un tempo e le produzioni di vino erano scarse ed indirizzate al consumo familiare o locale. Poi recentemente, a partire dal Dopoguerra con l’arrivo della viticoltura intensiva questi vitigni autoctoni furono progressivamente sostituiti con varietà più produttive. Alcune varietà erano fiorenti fino a qualche decennio fa: piacentina, cremonese, benedina, negretta, corbina, groppello bianco, lugana, barzegana, mattarella, negretta (detta “spissaciona”), l’uva d’oro ed il marzemino; l’ibrido francese ed il clinto bianco sono oramai molto rare. Tra le varietà recuperate c'è il vino Turchetta, ricavato da uva a bacca nera: si può definire a ragione il vino polesano per antonomasia. Infatti gli ampelografi del '700 e '800 lo definivano "La turchetta polesana". Già descritta da alcuni studiosi nei secoli scorsi (vedi i vari Pollini, Grigolato, Cosmo, ndr) era molto diffusa nel territorio del Polesine. Ma ora per la vigna potrebbe vivere una nuova primavera. "Oggi agli agricoltori si presenta questa preziosa opportunità - prosegue il numero uno di Coldiretti - ma ovviamente servono imprenditori che abbiano voglia di investire in questo settore per fare uscire dai confini del Polesine le eccellenze dei nostri vitigni". Una particolarità: la vicina provincia di Padova, fino al ponte di Boara che segna il confine con la provincia di Rovigo, ha ottenuto la denominazione Prosecco Veneto Doc, così come altre 4 province venete con Rovigo che al momento resta esclusa.

Roberta Merlin

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