24/05/2022

LEGITTIMA DIFESA

Armi, è boom di vendite in Veneto. Ma in Polesine no

Armi, è boom di vendite in Veneto. Ma in Polesine no

04/07/2017 - 08:59

ROVIGO - Se in Veneto è boom di vendite in Polesine si viaggia controcorrente. La bozza della nuova legge sulla legittima difesa, già licenziata dalla Camera e in attesa del passaggio in Senato, non scatena certo la corsa alle armi, tutt'altro: dati alla mano, infatti, per Questura e Prefettura il numero di richieste non è aumentato. Ad oggi, al di là di chi porta una divisa, sono infatti pochissime le categorie che possono possedere -e ancor meno portarsi in giro - pistole o fucili: ciononostante, negli ultimi anni, in Italia il numero di licenze per armi ha visto invece un sensibile incremento (nel 2015 in Italia ne sono state rilasciate 1.265.484, un'enormità se si considera che solo tre anni prima erano poco più di un milione). Ma come si ottiene il porto d'armi? In Italia un cittadino comune può ottenere una licenza per difesa personale, uso venatorio e sportivo. Negli ultimi anni le licenze per caccia sono cresciute del 12,4% mentre quelle per uso sportivo sono arrivate a sfiorare il 19%: in quest'ultimo caso, in realtà, dietro la passione del poligono, si cela il desiderio crescente di possedere un'arma per difesa personale: come noto è più difficile ottenere un'arma per difesa personale perchè, a differenza delle licenze per uso venatorio, occorre motivarne la necessità. Da rilevare ancora un altro dati, interessante: Veneto ed Emilia-Romagna risultavano avere nel 2016 il maggior numero di tesserati per il tiro a segno. A spiegare il boom di tiratori e cacciatori sarebbe in realtà la normativa entrata in vigore nel 2013 e che obbliga chiunque abbia un’arma in casa a presentare un certificato medico che ne giustifichi l'utilizzo. In Polesine, secondo i dati forniti dalla Questura, le licenze per armi da caccia sono però addirittura diminuite: se nel 2015 erano 7000, nel 20­16 sono scese a 6500. Nel 2015 sono arrivate quindi anche 2000 richieste tra rinno­vo e rilascio, 40 delle quali sono state rigettate mentre l'anno successivo sono scese a 1100 (una ventina quelle rigettate 20 e una cinquantina tra revoc­ate e sospese). Ma chi a Rovigo e provincia è autorizzato (escluse le divise) a spostarsi con un'arma in tasca per difesa personale? Nel 2016 la prefettura di Rovigo ha acconsentito a 53 rilasci di porto d’arma corta (tradotto: 53 cittadini possono spostarsi con una pistola per difesa pe­rsonale), due in meno rispetto al 2015. Per le armi da caccia ogni licenza dura invece 6 anni ed è rinnovabile previa un’accurata visita medica mentre per quelle cor­te, rilasciate dalla Prefettura, il rinnovo è ann­uale. Il vero probl­ema in Polesine sono però le cosiddette dete­nzioni: solo a Rovigo ci sono infatti più di 5000 mila persone che risultano detenere un’arma senz'avere più rinn­ovato la licenza. In pratica, si tratta di cittadini che hanno un’arma in casa e non si sa più se idonei a de­tenerla. Negli ultimi mesi, fa sapere la Questura, si sta cercando di verificare singolar­mente ogni detenzione per proced­ere all’eventuale so­spensione in caso non vi siano più i req­uisiti medici: molti di questi possessori sono infatti anziani che non ha­nno più richiesto il rinnovo della licen­za ma custodiscono di fatto diverse armi. Capitolo a parte, infine, i collezionisti: in realtà son più di uno e detengono anzi una fetta considerevole dell'arsenale privato dei polesani.

Roberta Merlin

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