29/01/2022

START UP

"Schiro&partners" e l'innovazione

20/06/2017 - 14:30

ROVIGO - Una giornata da capitale delle start up innovative per Rovigo. Lo studio "Schiro&partners", in collaborazione con Confindustria Serbia ha organizzato un importante incontro all’interno dell’Incubatore Certificato T2i di Rovigo, ospitato nel complesso del Censer di viale porta Adige. Significativo il titolo scelto per la tavola rotonda: "Start up innovative: un percorso concreto dalla fondazione, al finanziamento, alla definizione della 'Go To Market' e allo sviluppo dei mercati internazionali”. Si è trattato di un pomeriggio, quello di venerdì 16 giugno, all’insegna dell’imprenditoria che si scommette sulle novità, cercando di fare il punto della situazione dal punto di vista normativo, fiscale e da quello della strategy, aspetto fondamentale e alla base del successo delle nuove imprese che spesso, a causa della mancanza di un corretto business plan, vedono sfumare un'idea magari vincente. Ad aprire i lavori, dopo il saluto dell'assessore comunale alle Attività produttive Alessandra Sguotti, il presidente nazionale di Piccola Industria Alberto Baban, che ha sottolineato come in Italia vi siano “moltissime imprese anche di dimensioni ridotte che possono crescere perchè se una volta si lavorava solo sul mercato di prossimità oggi le nuove tecnologie hanno cambiato tutto. Basti pensare come l’e-commerce abbia sconvolto il mercato: tutto passa ormai attraverso la rete”. La parola è poi passata a Tatjana Matic, Segretario di Stato al Ministero del Commercio, del Turismo e delle Telecomunicazioni della Serbia che si è detta onorata di partecipare all’evento e di passare qualche giorno in Veneto, con la possibilità di vedere realtà eccellenti come l’Incubatore T2i e l'HFarm di Roncade, dove si era recata il giorno precedente con i soci dello Studio Schiro. Quali norme che regolamentano il mondo delle start up innovative e agevolazioni di cui possano disporre le aziende in Italia è stato invece argomento dell'intervento di Stefano Firpo, direttore generale per la politica industriale e la piccola e media impresa del Ministero dello Sviluppo Economico che ha portato alcuni esempi: un'azienda giovane, votata alla ricerca e all’innovazione, può usufruire di benefici di non poco conto come la costituzione in via telematica, l'esonero da diritti camerali e bolli oltre al non obbligo di apporre il visto di conformità per la compensazione di crediti IVA fino a un massimo di 50mila euro, varianti specifiche alla disciplina dei contratti a tempo determinato prevista dal Jobs Act e priorità per l’accesso al Fondo Centrale di Garanzia. Un plauso alle iniziative governative italiane è invece arrivato da Marco Landi, presidente di Atlantis Ventures, Former President and COO di Apple e Presidente di The Digital Box. “Dobbiamo plaudire allo Studio Schiro che ha portato a Rovigo un evento che parla di imprenditoria innovativa e vuol confrontarsi anche sulla nostra normativa che il resto d’Europa inizia ormai a copiarci”. The "Go To Market Company" è un esempio concreto di realtà innovativa: inserita nel registro della Camera di Commercio di Rovigo, recentemente costituita dallo Studio Schiro e da executive professionals del mondo dell'information technology digitale, capitanati da Danilo Rivalta, a lungo vicepresidente Europa di alcune delle più prestigiose multinazionali americane di tecnologia. La piattaforma permette, attraverso un algoritmo innovativo, di mettere in relazione aziende e professionisti della vendita utilizzando una tecnologia di apprendimento e ricerca sui dati inseriti nei due data base: aziende e professionisti. Ma di cosa ha bisogno nel concreto una start up? A spiegarlo è stato Antonio Schiro, vicepresidente vicario di Confindustria Serbia e advisor finanziario specializzato nelle Pmi: “È un’impresa e per partire ha necessità di denaro. Un primo canale è certamente la banca, ma vi sono anche gli investitori, siano essi venture capitals o crowdfunding. Nella mia esperienza, alle start up manca a volte di capacità di rapportarsi a queste realtà e avere qualcuno che li possa guidare in questo campo, traducendo i due linguaggi per creare un business plan vincente”. A chiudere i lavori è stato Lorenzo Teti, CEO di Cackle, applicazione di messaggistica che ha raccontato l’avventura di una start up nata a Lendinara nel 2014. Dopo un successo clamoroso con quasi centomila download e oltre un milione di messaggi inviati, per mancanza di fondi ha dovuto interrompere il proprio percorso. “Nel 2017 - però - abbiamo conosciuto Rivalta e Schiro ed ora è nata ufficialmente la 'Cackle Srl' e la nostra app, che oggi ha un bunisness plan definito e reale, può tornare ad operare”.

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