22/05/2022

FOOTBALL AMERICANO

Alligators Rovigo, appuntamento con la storia

13/06/2017 - 10:10

ROVIGO - In Polesine c'è finito per colpa di Cupido e una volta qui ha fondato gli Alligators Rovigo, prima squadra nostrana a giocare a football. Sembra (ma non lo è) il remake de "Il professionista", libro di John Grisham dedicato all'Italia - è ambientato a Parma - ma soprattutto allo sport che incarna l'America per eccellenza, tanto da fermare persino le guerre nella magica notte del Superbowl. Fulvio Cavicchi, prima di sbarcare qui per amore, era già un atleta a tutto tondo: bolognese, promessa dell'automobilismo, ad un certo punto si ritrova per caso tra le mani un casco e una palla ovale (simile a quella del rugby, forse il destino aveva già deciso...) e inizia a giocare a football come linea d'attacco: con i Warriors Bologna disputa addirittura tre Superbowl (italiani) nel 2005, 2008 e 2011 senza però riuscire mai a centrare il titolo e nel 2013 si trasferisce a Rovigo con la compagna. L'anno dopo, un po' per orgoglio ("Non potevo restare a Bologna e non volevo nè Ferrara nè Padova) un po' per scommessa, fonda gli Alligators: "Abbiamo pensato a un animale con cui si identificasse il territorio e la prima scelta era stata la zanzara, per cui Mosquitos, ma non sembrava troppo aggressivo. Alla fine abbiamo optato per un altro animale di palude che qui non c'è, vero, anche se verso il mare non mancano però lagune e acquitrini". A dirla tutta in Florida già esistevano i Florida Gators, squadra universitaria di football ma in Italia no e alla fine si è deciso per gli Alligatori. "Trovati il nome - continua - e scelti i colori, bianco e verde, quelli della città, abbiamo individuato il campo, il 'Marvelli', soprannominato giusto per restare in tema 'La palude', (terreno di gioco dove si allena anche il Ras Commenda a due passi dal 'Battaglini', ndr), poi è partita la caccia ai ragazzi. Non è stato così semplice, affatto: mi son rivolto addirittura ad un forum dedicato al nostro sport poi finalmente qualcosa si è mosso e pian piano abbiamo cominciato a raccogliere adesioni...". Il resto è storia: il primo allenamento e, nel febbraio febbraio scorso, il primo scrimmage, sorta di test match tra Islanders Venezia e Buccaneers Comacchio, prima gara di football americano a Rovigo che però salta a causa del maltempo e del campo inondato. Il solco però è tracciato e il gruppo composto: dopo mesi di dura preparazione e allenamenti con partite amichevoli a Comacchio e Mantova, la tana dei Mustangs, a fine estate comincia finalmente la nuova avventura: per ora si parla solo Terza divisione ma il Polesine ha abituato a miracoli quando si parla di pallaovale. "Il bello di questa disciplina - spiega - è che c'è un ruolo per ognuno, puoi essere magro o grosso, alto o basso, il football è un po' come la vita, c'è posto per tutti. Ma è anche una straordinaria palestra di socializzazione dove son richiesti solo buona volontà, spirito di squadra e un minimo di rapidità mentale, specie a certi livelli gli schemi da mandare a memoria son davvero tanti. Pericoloso? Non direi, non più del rugby o del pugilato. Senz'altro - prosegue - è uno sport di collisione e tutti possono placcare tutti, anche senza palla, ma siamo bardati a dovere con caschi e protezioni varie e gli incidenti sono rari...". Il sogno? Cavicchi, da buon emiliano doc, non ama giri di parole: "A parte quel titolo nazionale che mi è finora sfuggito e che continuo a inseguire, mi piacerebbe che a questa pratica si avvicinassero nel tempo anche tanto ragazzi. In Italia paghiamo un gap notevole rispetto ad Austria, Germania e Nord Europa in genere ma qualche soddisfazione già ce la siamo tolta a livello di club contro i tedeschi". D'altronde, il football è come la vita: mai dire mai...

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