17/05/2022

IN VIAGGIO

Amazzonia, sulle tracce del "delfino rosa"

09/06/2017 - 15:39

Dall’incontro delle acque tra il Rio Negro e il fiume Solinoes andando verso nord ci sono molti sentieri, cascate e ruscelli ancora raramente esplorati. Si può vivere il "polmone verde" del pianeta da un punto di vista turistico o da veri e propri avventurieri, in tutta la genuinità di questa parte di mondo fortunatamente preservato con cura. 

Capita, dotandosi della massima  discrezione e dei giusti accorgimenti, di imbattersi in scimmie, bradipi, delfini, alligatori, pacas e molteplici specie di uccelli, soprattutto in prossimità dell’ora del tramonto e nella stagione secca, quando è anche più facile individuare le lontre.

Il livello dell'acqua del rio Negro è molto variabile nel corso dell'anno, in certe zone il fiume sale anche fino a 14 metri. L'acqua, nella stagione secca, arriva a ritirarsi anche più di 200 metri. Nel periodo di piena, da marzo a luglio, le foreste che si trovano lungo il fiume sono chiamate "Matas Igapó" e sono sottoposte a periodi di 6/8 mesi di inondazioni durante l'anno. Nella foresta pluviale tropicale amazzonica alcuni alberi superano i 35 metri di altezza, la biodiversità raggiunge addirittura le duecento specie per ettaro. 

Altra particolarità di questo pezzo di Amazzonia purissima la quasi totale assenza delle zanzare (almeno sulle sponde dei fiumi) che non riescono a deporre le uova a causa di un "ph" dell'acqua molto basso, per cui acido, dovuto all'elevata presenza di tannino. Sembra quasi di navigare e fare il bagno, quando se ne ha l'occasione, nel the. Nel 2003, il Parco Nazionale di Jau, che s’estende attorno a questo maestoso e particolare corso d’acqua è stato dichiarato dall'Unesco "Patrimonio naturale dell'umanità”.

Katerre è il tour operator specializzato nell’ospitare e organizzare crociere fluviali in questa parte di Amazzonia: con un buon occhio (e quel pizzico di fortuna che non guasta mai) tucani, pappagalli e le più disparate e particolari specie di uccelli, bradipi, alligatori, serpenti, lontre, potranno fare compagnia in questa incredibile immersione nella natura incontaminata. Ci sono pesci di tutte le forme e dimensioni, dal piccolo cajirù (sempre indossare un costume da bagno aderente quando ci si immerge nel fiume) all'arapaima, che tradotto significa "pesce rosso" ma è una carpa che può raggiungere i tre metri di lunghezza.

Ci sono anche tanti tipi di delfini d'acqua dolce nel rio Negro e la partenza del viaggio è di quelle col botto, anzi, meglio, col “Boto”, il delfino rosa. Un animale unico, che si può vedere e anche toccare al locale centro di preservazione, dove vive una famiglia formata da 11 esemplari adulti e 3 cuccioli. Il centro è nato nel 2008 e fa parte del complesso del parco nazionale do Jaù. Attorno all'affascinante e incantevole "boto" aleggia la leggenda che salisse sulla terraferma, si vestisse da uomo e andasse a sedurre le donne, che ancora oggi in caso di gravidanza inaspettata gliene attribuiscono la paternità.

Quando cala la notte, dopo essere stati estasiati dai panorami e i tramonti che la foresta offre, si può andare alla ricerca di rapaci e altri predatori notturni, per poi dormire in nave o sulla sponda del fiume al Mirante do Madadà. Vale proprio la pena farsi una nottata in amaca per rendere completa l’esperienza nella natura più pura.

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