Cerca

VIDEO

Scopri la gallery

VIDEO

FOTO

Scopri la gallery

FOTO

Blackjack, perché si chiama così?

Blackjack, perché si chiama così?

Francia, XVII secolo. Il gioco del 21 iniziò a diffondersi tra la popolazione transalpina attestandosi come uno dei principali passatempi dell’epoca. Rispetto ad altri giochi di carte, il 21 godeva indubbiamente di una particolarità: si giocava contro il banco e non contro gli altri partecipanti. Insomma, le regole erano contemporaneamente divertenti e originali, il che forniva il giusto mix per il successo. Non ci volle molto, quindi, prima che il gioco approdasse anche in America. In generale, i giochi di carte che passavano di Paese in Paese tendevano a essere rimaneggiati nel regolamento, mentre nel caso del 21 è stata persino la denominazione a cambiare.

Una delle primissime regole del 21 permetteva ai giocatori di conseguire vincite più sostanziose attraverso una combinazione di carte composta da un asso e un jack di picche. Ecco da dove è derivato poi il termine “blackjack”, oggi probabilmente ancora più familiare del nome originale del gioco. La regola inerente al fante di picche è stata poi rimossa, ma ha continuato comunque a lasciare il segno. In buona sostanza, chi non conosce la storia del blackjack non può risalire al significato di questo nome semplicemente analizzando il gioco. Curiosamente, anche ai giorni nostri molti appassionati sembrano ignorare questo particolare.

Ormai “21” viene inteso perlopiù come un nome istituzionale, da utilizzare quando ci si riferisce al gioco in contesti storici. Anche se vanta già parecchi decenni di vita, il blackjack vanta sempre una notevole richiesta da parte degli avventori del tavolo verde. Evidentemente anche la tradizione fa la sua parte. Come se non bastasse, questo gioco rappresenta una vera e propria alternativa ad altri, proprio in virtù delle modalità di svolgimento totalmente differenti. A sua volta, in ogni caso, il blackjack conta alcune varianti che differiscono per qualche piccola regola.

A dispetto della sua diffusione, il blackjack sembra perennemente nascondere qualche retroscena tutto da scoprire. Talvolta si tratta anche di dettagli puramente tecnici: ad esempio, non tutti sanno quanti mazzi ci sono nel gioco del blackjack o che il mazziere può arrendersi stendendo un mantello scuro sul tavolo. Per quel che concerne le regole, niente di trascendentale: 21 è il punteggio massimo consentito, oltre il quale si perde la mano di default. Il banco gioca sempre per secondo e dopo che ha superato i 16 punti è costretto a stare, precludendosi la possibilità di aumentare il proprio punteggio. Come in quasi tutti i giochi di carte, possedere un’ottima memoria e ricordare le carte già uscite può incidere sull’esito di una partita, perché chi prevede quali carte rimangono da pescare cerca di far “sballare” il banco.

Il blackjack viene visto ancora da molti come un gioco di nicchia, ma la leggenda del MIT Blackjack Team ha concesso inevitabilmente una grandissima visibilità a questa attrazione tipica di Las Vegas. Alcuni anni fa è stato realizzato persino un film sul blackjack dal titolo “21”, ma anche altre pellicole hanno menzionato spesso e volentieri le disavventure dei giocatori di fronte al singolo mazziere. E chissà che in futuro non ne vengano prodotte delle altre…

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Impostazioni privacy