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Mattanza a Pontelagorino, parla Crepet: "Bruciati dalla playstation"

Il caso

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Lo psichiatra e sociologo s'infiamma: "Giovani senza regole e senza sensibilità". E punta il dito sui genitori: "Non si può non vedere".
Giovani che non sanno cos’è il divieto, giovani che non sanno cos’è una regola. Adolescenti che fanno una vita da ventenni. La tragedia di Pontelagorino, a due passi da casa nostra, accende molti dubbi sull’essere genitori ed educatori oggi, sul giusto approccio nei confronti dei nostri figli, delle nuove generazioni.



Si infiamma, preoccupato, Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, commentando la mattanza dei due genitori da parte del figlio 16enne, solo perché rimproverato per i brutti voti a casa. E prova a dare una lettura del fenomeno preoccupante della gioventù indifferente, senza responsabilità, allevata a pane e playstation.


“Si badi bene, non sto parlando di giochi di guerra - sottolinea con fervore lo psichiatra - parlo di giochi violenti e assurdi in cui acquisti punti se vai con la prostituta, se poi la schiacci per strada, se diventi gangster e spacci cocaina e se prendi sotto con l’auto una vecchietta o le dai un pugno".


"Questi due hanno ucciso con l’ascia i genitori, e poi se ne sono andati a giocare ai videogiochi in casa. Stavano fuori fino alle sei di mattina”, prosegue. Ed è anche sulla mancanza di regole che lo psichiatra punta il dito.



L'intervista completa a Crepet sulla Voce di Rovigo di oggi, 13 gennaio
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