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Niente acqua nelle case di notte: il "decreto emergenza" del Governo

Misure eccezionali per garantire potabilità e irrigazione. Probabili chiusure anche per centrali, piscine e fontane

Rubinetti a singhiozzo domani

Misure eccezionali per una siccità eccezionale. Sarà questo il leit motiv dei provvedimenti contenuti nel decreto che il Governo sta preparando, per riconoscere lo stato d'emergenza alle Regioni maggiormente colpite dalla siccità eccezionale di queste settimane, che durerà, secondo le previsioni, anche per le prossime.

Un provvedimento, quello al quale sta lavorando l'esecutivo, che interesserà, secondo le prime indiscrezioni, inizialmente Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Umbria, con Veneto e Lazio che potrebbero inserirsi immediatamente o seguire a strettissimo giro. A monte delle azioni del governo, la necessità di garantire la disponibilità dell'acqua per le due finalità principali: la potabilità e l'irrigazione.

A quanto si apprende, nel decreto sarà contenuto lo stop all'utilizzo notturno dell'acqua nelle abitazioni. I cittadini avrebbero il divieto – oppure potrebbe essere varata una vera e propria sospensione – di utilizzare l’acqua da mezzanotte alle 6 del mattino o a partire dalle ore 22. In gioco c’è anche la possibilità di fermare le fontane, le piscine e tutte le risorse idriche non strettamente necessarie. Così come potrebbe arrivare lo stop totale all’industria idroelettrica (ne sono già state chiuse sette).

Misure, appunto, mai viste negli ultimi decenni, che rispondono a una emergenza della quale, allo stesso modo, non si sono visti gli eguali a memoria d'uomo.

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