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Viola la quarantena per soccorrere un ferito: assolta dopo due anni

La 56enne era stata accusata di aver infranto le restrizioni della pandemia

Viola la quarantena per soccorrere un ferito: assolta dopo due anni

Tra rimanere confinata in quarantena e scendere in strada per soccorrere un ferito aveva scelto la seconda opzione. E solo ora la donna è stata assolta dalle accuse ad oltre due anni di distanza.

È stata assolta Maristella Scarmignan, la 56enne di Ospedaletto Euganeo (Padova) accusata di violazione della quarantena per aver prestato soccorso ad un uomo coinvolto in un incidente stradale.

I fatti risalgono ad aprile 2020, quando la donna era stata costretta all’isolamento domestico in quanto positiva al Covid-19. Mentre si trovava confinata nella sua abitazione aveva sentito un forte rumore e, dopo essersi affacciata alla finestra, aveva notato una moto riversa sull’asfalto e il suo guidatore, un uomo di 44 anni, nel fosso adiacente. Il guidatore aveva infatti perso il controllo della moto ed era andato a sbattere contro un cartello stradale finendo a terra.

Temendo il peggio, senza alcuna esitazione e guidata dal buon senso, la donna era immediatamente uscita per controllare le condizioni del motociclista, prestare i primi soccorsi e mantenerlo lucido fino all’arrivo dei mezzi di soccorso.

La signora, però, a causa del gesto istintivo di aiutare l’uomo, aveva dimenticato di indossare le dovute precauzioni, come guanti e mascherina. Dopo una breve attesa erano giunti sul posto il personale sanitario e i carabinieri, e la donna era stata allontanata ed invitata a ritornare nella propria abitazione. In seguito il personale dei carabinieri, avendo appreso che la signora era positiva, le avevano chiesto le generalità, mai fornite dalla donna.

I carabinieri, nei giorni successivi, le avevano attribuito ben due reati: il rifiuto di dichiarare le proprie generalità a un pubblico ufficiale e la violazione delle prescrizioni anti-covid. A gennaio 2021 la donna aveva ricevuto la notifica dal tribunale di Rovigo con una condanna a 4 mesi di arresto, ridotta a 2 mesi con il rito alternativo e sostituita da una multa di 4.500 euro. Una sanzione per aver violato la quarantena e per non aver fornito i documenti al momento della richiesta.

Una multa che però la donna, una casalinga senza alcun precedente, non aveva alcuna intenzione di pagare perché, tra l’obbligo di restare in casa e quello di intervenire per dare soccorso, aveva scelto la seconda opzione.

A quasi due anni di distanza si è andati quindi a dibattimento, attraverso la difesa degli avvocati Antonio Ceccani e Antonio Valente e alla presenza del giudice Nicoletta Stefanutti, ascoltando i testimoni presenti sul luogo e spiegando, ancora una volta cosa fosse successo. E così la donna ha finalmente ottenuto l’assoluzione completa per entrambe le accuse, quella di violazione della quarantena, in quanto sussistente uno stato di necessità, e anche per il suo rifiuto di fornire le proprie generalità alle autorità, un fatto non considerato grave.

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