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ROVIGO

Rovigo nel fuoco degli anni di piombo

Sarà presentato il libro “Atti di piombo”. Ci saranno Risi, Garbellini, Raito, Curtarello e Crivellari

Rovigo nel fuoco degli anni di piombo

ROVIGO - L’assalto al carcere di Rovigo e gli anni di piombo in Polesine. E’ il tema del convegno in programma venerdì prossimo nell’aula d’Assise del tribunale di Rovigo. Un evento organizzato da Istpolrec (Istituto polesano per la storia della resistenza e dell’età contemporanea) a 40 anni dall’assalto al carcere di Rovigo.

Sarà anche l’occasione per presentare il libro “Atti di piombo. Eversione e terrorismo a Rovigo 1969-1982”, scritto da Alberto Garbellini e da qualche giorno in libreria. Al convegno (dalle 16.30), moderato dal presidente del Cur Diego Crivellari, saranno presenti l’autore del libro, Alberto Garbellini, giornalista della Voce di Rovigo; Leonardo Raito, docente di storia e sindaco di Polesella, e Dario Curtarello, l’ex magistrato protagonista delle indagini e del processo sui terroristi responsabili della bomba al carcere di Rovigo del 1982. Sia Raito che Curtarello negli anni scorsi hanno scritto libri dedicati al tragico evento di 40 anni fa nel quale morì il rodigino Angelo Furlan. All’incontro ci sarà anche il presidente del tribunale Angelo Risi.

Il convegno farà luce, a 40 anni da quel 3 gennaio 1982, sui fatti che portarono il commando di Prima Linea a pianificare la fuga dal carcere di Rovigo di 4 detenute. Fu una vera e propria azione militare, con i terroristi che bloccarono via Mazzini e via Verdi per poter poi piazzare un’autobomba a lato del muro del carcere. E fu proprio l’esplosione di quest’autobomba a creare la breccia nel muro di cinta, dalla quale fuggirono 4 detenute. Lo scoppio investì Angelo Furlan, pensionato che stava portando a spasso il cane e che fu travolto e ucciso dai rottami dell’auto in galleria Pasteur. Quel giorno Rovigo fu colpita al cuore con raffiche di mitra e uno scontro a fuoco che trasformò via Mazzini in un’Apocalisse di piombo.

Al convegno si parlerà anche del contesto storico in cui avvennero quei fatti, gli anni di piombo, quando l’Italia fu sconvolta dal terrorismo di destra e da quello di sinistra. E il libro “Atti di piombo” punta proprio i riflettori su quel che accadde a Rovigo in quel decennio, dalla nascita della destra radicale, alla formazione di una cellula di Ordine nuovo. Dal coinvolgimento in attentati e indagini legate alla Strategia della tensione. E poi il convegno di Potere operaio a Rosolina, la nascita di Autonomia operaia a Rovigo, i legami con l’estremismo di sinistra e le Notti dei fuochi, con gli attentati a sedi di partito e istituzioni. Ci sono le voci dei familiari delle vittime e il racconto di chi scelse di schierarsi da una parte o dall’altra. Ci sono i misteri e le ambiguità di chi è stato considerato ‘cattivo maestro’. Un volume per ripercorrere frammenti di storia cittadina e polesana spesso dimenticati o non inseriti in un unico quadro di insieme.

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