Cerca

VIDEO

Scopri la gallery

VIDEO

FOTO

Scopri la gallery

FOTO

Rovigo

Sorvolando il Polesine: ecco le bellezze del Delta in volo

In idrovolante sul fiume Po da Gaiba al Delta, nuovo orizzonte del turismo per valorizzare il territorio

ROVIGO - Sorvolare il fiume Po è un’esperienza indescrivibile, possibile per la prima volta grazie all’accordo tra Provincia di Rovigo, Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia e Autorità di Bacino del Fiume Po, che hanno lavorato per mettere a disposizione uno speciale anfibio che consente di percorrerlo in maniera completamente inedita.

Partenza dal piccolo porticciolo Sant’Anna di Gaiba, immersi nel verde e nella calma silenziosa del grande fiume, in questi giorni in una secca da record.

L’idrovolante, decollato da Ferrara, plana lentamente sull’acqua, per portarci verso i Delta del Po. “Si tratta di un Cesna 206, l’unico modello di questo tipo italiano - spiega Dario Zamuner, proprietario - È ad ala alta, pensato per un utilizzo turistico, è lungo 13 metri e viaggia ad un velocità di 100 nodi”. Dopo una spiegazione delle norme di sicurezza il pilota ci invita ad allacciare le cinture e si prepara al decollo, allontanandosi dal porticciolo per prendere velocità. La bellezza del mezzo è che è possibile sedere anche davanti, osservando la strumentazione e godendo a pieno delle fasi di partenza e atterraggio.

Dopo qualche minuto è già possibile ammirare Ferrara, da cui spiccano i profili del polo chimico. L’aereo procede lungo il fiume, un’autostrada d’acqua dove l’azzurro fa da padrone. “Entro mezz’ora dovremmo arrivare a destinazione - spiega il pilota nonostante il forte rumore - te ne accorgerai perché si vede il profilo del rigassificatore che sorge davanti alle coste”. Percorriamo in maniera fluida i chilometri che ci separano dal mare, in uno spettacolo di alternarsi di campi gialli e verdi, strade bianche che costruiscono geometrie perfette ed alberi solitari. Il Po da qui sembra infinitamente piccolo, ma è possibile ammirarne le variazioni di colore, dell’acqua e delle spiagge sorte lungo le sue rive e delle isole nate dalle secche, ora piene di vegetazione.

Mentre ci avviciniamo al Basso Polesine si distingue la strada verso il mare, il suo viavai di mezzi e lo stadio di calcio di Porto Tolle. Dopo pochi minuti scompaiono lentamente le geometrie dei campi, per dare spazio al riflesso del sole sule valli. “Tra poco dovremmo vedere il mare - continua il pilota - purtroppo c’è foschia ma siamo vicini”. A confermarcelo è un profilo conosciuto: quello della centrale di Polesine Camerini. Qui la foschia sparisce per dare spazio ad una vista mozzafiato.

Ora si distingue la forma a delta, quella che vedi solo sulle carte geografiche, sotto di noi distese di acqua e stormi di uccelli che le sorvolano. Il Po ci dà le spalle, l’areo compie una leggera virata per aprire la vista sull’azzurro del mare, sulle spiagge e gli stabilimenti balneari. “A desta c’è l’isola di Albarella - conferma il pilota - ora torniamo indietro”. Sono circa le 10, la tabella di marcia è stata rispettata, riprendiamo il fiume e torniamo verso il punto di partenza. Sorvolando Adria scorgiamo l’autodromo, dieci minuti dopo vediamo Polesella. Il velivolo procede veloce, ma la percezione a bordo è completamente diversa. “Siamo a Gaiba - riprende il pilota - passiamo sopra i campi da tennis”.

I campi in erba dove si sta giocando il torneo internazionale Veneto Open. L’ammaraggio è veloce ma per nulla brusco, in pochi minuti siamo di nuovo sulla terra ferma. Il volo in idrovolante anfibio è sicuro perché da più opzioni, per atterraggi ed ammaraggi - spiega Zamuner - Si può atterrare su aviosuperfici, aeroporti, specchi d’acqua, laghi o bacini idrici. Anche in caso di problemi al motore basta semplicemente planare. L’idrovolante anfibio collega terra e acqua, è il mezzo intermodale per eccellenza e, oltre tutto, viaggiare su questi mezzi ottimizza anche i tempi di collegamento. È un turismo anche più sostenibile, non essendoci il bisogno di creare infrastrutture in asfalto”.

Nel pomeriggio un sorvolo con idrovolante è stato effettuato da alcune tenniste impegnate al Veneto Open. Il progetto idrovolanti potrebbe quindi aprire nuovi orizzonti al turismo e alla valorizzazione del territorio.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Impostazioni privacy