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ROVIGO

Febbre da Opera Prima

Continua il Festival di arte scenica itinerante. Incredibili emozioni

ROVIGO - Una grande festa in piazza con Giselda Ranieri. Il festival Opera Prima apre le sue porte alla sperimentazione e dà voce ai luoghi, grandi o piccoli, di tutta la città. Un tripudio di persone, da piccoli a grandi, si è sentito vibrare al ritmo della composizione istantanea creata dalla danzatrice, sulle note, anzi sulle percussioni a ritmo serrato di Iarin Munari, uno dei migliori batteristi d’Italia e orgoglio polesano.

Il suo “Blind date” è un vero e proprio appuntamento al buio, dove tutto nasce per il qui e ora, dove ogni cosa non è mai uguale a se stessa e muta sulla base delle suggestioni che arrivano dall’ambiente esterno che dialoga con l’artista e con gli spettatori. Piazza Vittorio Emanuele II si è colorata di intenzioni e suggestioni che solo un festival dedicato alle arti sperimentali e performative come Opera Prima riesce a donare.

Ma non solo: un altro angolo rivitalizzato dall’arte, in questi giorni, è stato Parco Langer. Un’opera suggestiva, anche in questo caso creata solo per l’attimo, si è materializzata attraverso il lavoro di Azul teatro che ha pensato una performance proprio per il polmone verde della città rodigina. “Sentieri” si denota come una composizione poetica, durante la quale, per quarantacinque minuti, gli spettatori diventano attori e vivono in un mondo onirico e bucolico, composto da immagini istantanee riprodotte da corpi quasi dimenticati, che diventano un tutt’uno con lo spazio attorno. L’azione del camminare è imprescindibile: chi si ferma non può vedere, dunque, in senso lato, non può vivere. Il messaggio è chiaro: ogni elemento attorno a noi è collegato e rispettare lo spazio in cui siamo, l’ambiente, rinvigorisce lo stesso essere umano.

Una giornata intensa, per Opera Prima, continuata con “Il volto di Karin” durante la serata in Teatro Studio: le parche, evocate da una ninnananna, hanno manifestato ciò che accade nelle ore notturne. Il gran finale è stato con Ascanio Celestini, dalle 22 al Chiostro degli Olivetani, con “Radio clandestina”, una storia che inizia un giorno e termina due giorni dopo, consumandosi in poche ore, diventando poi un mito raccontato al rovescio riguardante l’eccidio delle fosse ardeatine, uno dei momenti più tragici dell’occupazione nazista a Roma.

Ma le emozioni ad Opera Prima non finiscono. Continuano, infatti, anche durante la giornata di sabato, a partire dal prefestival che come ogni giorno si tiene ai giardini Due Torri dalle 11 alle 13. Dopodiché ci saranno diversi appuntamenti, a partire dal pomeriggio dalle 16.30 in Gran Guardia con Maria Luisa Usai e “I’ll write you something new”, una nuova possibilità di dialogo che parte dall’invio di lettere a persone sconosciute. La prenotazione è obbligatoria. Alle 19, invece, il danzatore israeliano Gil Kerer in piazza Vittorio Emanuele proporrà “Concerto for mandolin and strings in C major by Vivaldi”. A seguire alle 20.30 in Teatro Studio ci sarà la Zero point theatre company, dalla Grecia, con “Report to an academy”. Infine, Roberto Castello con Aldes proporrà “Mbira” alle 22 al Chiostro degli Olivetani.

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