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L'APPELLO

"Salvare la Sacca, per salvare il lavoro"

Lo chiedono i molluschicoltori, ma anche i vertici del Distretto ittico

Alessio Greguoldo, "padre" dell'ostrica rosa di Scardovari, parla della situazione del Bassopolesine e della sua impresa. L'ostrica rosa si conferma una delle eccellenza del Polesine che stanno conquistando l'estero.

Non solo buone notizie, però: Greguoldo spiega anche come la situazione della Sacca di Scardovari sia emergenziale. "Abbiamo bisogno di interventi - spiega - di scavo e di sistemazione dei vecchi canali, perché la situazione diventa più difficile mese dopo mese. L'acqua deve avere un ricircolo maggiore. Sarebbe importante fare quegli interventi che mancano ormai da 20 anni".

"Tutti gli enti dovrebbero muoversi assieme per darci serenità - prosegue Greguoldo - nei mesi estivi abbiamo l'ossessione dell'anossia, ossia della mancanza di ossigeno nell'acqua. Negli anni 80 avevamo due produzioni. Oggi questo non avviene più, non è possibile, bastano due settimane di caldo e la laguna va in sofferenza".

Sulla situazione delle lagune interviene anche Massimo Barbin, presidente del Distretto ittico di Rovigo e di Chioggia. "Da una parte - spiega - abbiamo delle eccellenze che andrebbero valorizzate in ogni maniera, delle unicità a livello nazionale, ma non abbiamo la lungimiranza di capire che questo non è un prodotto inesauribile, queste produzioni debbono essere tutelate, danno lavoro a 2500 persone tra Scardovari e Rosolina. Dobbiamo capire quale sia il fenomeno che danneggia le nostre lagune, per garantirci anche per il prossimo decennio. Non possiamo vivere di emergenze, servono dai lavori di natura strutturale, senza necessità di proteste e mobilitazione. Purtroppo spesso mancano le risorse, o non si dà il giusto peso a questo settore".

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