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Casa di riposo, caso politico aperto <br/> occhi puntati su Daniele Ceccarello

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Caso politico nel cda della Casa di riposo di Adria, con un consigliere che non ha votato sul premio di produzione del direttore. E spunta l'ipotesi sia stato Ceccarello.
ADRIA - Si apre un caso politico alla Casa di riposo: è passata con soli tre voti su cinque la delibera di valutazione del direttore effettuata dal Nucleo di valutazione dell’ente e il conseguente riconoscimento del premio di produzione di oltre 4mila euro a Patrizia Borile. La riunione del cda in questione si è svolta il 4 agosto scorso con l’unico argomento all’ordine del giorno della presa d’atto del nucleo di valutazione e dei provvedimenti conseguenti, ossia della liquidazione dell’indennità di risultato e dei relativi oneri contributivi, per un importo di 4.208,63 euro pari al 100% del 15% della retribuzione di posizione, a titolo di retribuzione di risultato per l’anno 2014.

Formalmente il provvedimento è stato approvato all’unanimità con tre voti, ma all’appello ne mancano due: uno è quello di Sandro Bisco che risulta assente; l’altro è quello di un consigliere che ha abbandonato la riunione al momento del voto. Di sicuro ha votato la presidente Sandra Passadore perché dal verbale non risulta che qualche altro abbia assunto le redini della presidenza della riunione, pertanto non può essere uscita. Quindi è uscito uno tra Anna Paola Lisi, Lorenzo Bertaglia e Daniele Ceccarello. Proprio quest’ultimo, secondo voci di corridoio molto attendibili, avrebbe abbandonato la riunione ma l’interessato non intende rilasciare dichiarazioni, quindi non smentisce né conferma. Il verbale non riporta né il nominativo, né tanto meno le motivazioni, tuttavia sul consigliere uscito dall’aula si concentrano le attenzioni e le valutazioni del mondo politico.
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